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  18/12/2017
“Sala stampa”: agricoltura e zootecnia su quotidiani, periodici, web ed agenzie – a cura di Camillo Mammarella

Incontri ravvicinati con predatori selvatici segnalati da allevatori a Molare, in provincia di Alessandria – La scorsa settimana si è parlato a lungo del problema lupi in Toscana, con gli incontri avuti tra allevatori e responsabili dell’Assessorato regionale agricolo (vedere anche un altro articolo di taglio generale apparso oggi, lunedì 18 dicembre 2017, a pagina 16 del quotidiano “La Nazione “, pezzo a firma Lisa Ciardi da Firenze): in data odierna, c’è da registrare un ulteriore allarme che proviene dalle zone al confine fra Liguria e Piemonte, in particolare in Comuni dell’Appennino. Ne parla la testata ligure “Il Secolo XIX “, a pagina 18 di oggi, lunedì 18 dicembre 2017 (articolo firmato da Daniela Terragni) che titola “Molare, il ritorno del lupo fa paura “. “I primi avvistamenti sono iniziati un anno fa – dice Eloisa Cuppari, vicesindaco di Molare, in provincia di Alessandria – e oggi la presenza di lupi dalle nostre parti è quasi quotidiana”. Quattro esemplari – prosegue la cronaca – sarebbero stati segnalati a Campale di Molare ad agosto, poi c’è stato l’episodio dei due cani sbranati a Cremolino, tre lupi avvistati ad Albareto; sempre nel comune di Molare un’allevatrice dalla finestra di casa alle tre del pomeriggio ha filmato il lupo vicino al recinto delle capre. “La mia famiglia invece – continua la Cuppari – è stata svegliata di notte da 3 lupi, che ululavano sotto la finestra dopo aver aperto il cancello, attirati dai cavalli”. La Vicesindaco – continua il pezzo – abita a Madonna delle Rocche: “Di recente – racconta – un lupo mi ha tagliato la strada mentre guidavo”. I responsabili del Parco Appennino – si legge tra l’altro nell’articolo – inizieranno a gennaio un monitoraggio scientifico a Molare ed in altre zone della provincia per capire veramente quanti lupi ci sono, aiutare gli allevatori fornendo magari cani addestrati a difesa, reperire materiale genetico dei predatori per eventuali esami di Dna.

Appelli alla solidarietà fra agricoltori da Abbasanta: la Sardegna chiede foraggio alla Penisola – Un articolo su “L’Unione Sarda ” di sabato 16 dicembre 2017, a pagina 11 (firmato da Maurizio Olandi da Abbasanta, Oristano), titola “ ‘Sa Paradura’ in tricolore: dalla Penisola arriva il foraggio “. L’appello è stato lanciato – si legge su “L’Unione Sarda “ – dalla Coldiretti oristanese, per organizzare una manifestazione (tradizionalmente chiamata “Sa Paradura ”) solidaristica tra agricoltori, per ovviare alla carenza di foraggi e pascoli. Si tratterebbe di una forma “al contrario” rispetto alla norma, che vede trasferire dalla Sardegna alla Penisola i beni di necessità per i colleghi agricoltori in difficoltà (come è avvenuto con gli allevatori del Centro Italia in occasione dei recenti terremoti). In sostanza, gli allevatori sardi chiedono un aiuto per sfamare le loro bestie e non far chiudere le aziende: si sentono infatti accerchiati da siccità, aumento del costo del mangime (triplicato rispetto a qualche anno fa), problemi sanitari del bestiame e vari. Inoltre, crisi di reddito generalizzata. Per fare qualche esempio: la produzione di latte bovino è passata da quasi 40 a 20 litri giornalieri. Sul discorso siccità, a poco servono ora le abbondanti piogge, anche se benvenute: fino a primavera gli allevatori non avranno erba, ed acquistare foraggi senza prospettive di aiuti significa rischiare di chiudere, lamentano gli operatori locali. Discorso simile per la carne bovina: sebbene la remunerazione del prodotto locale sia stata sinora soddisfacente, ora rischia di non bastare più per far quadrare i conti.

Grassi animali preziosi per la salute in una produzione salumiera tipica del Centro Italia – Una iniziativa dedicata ad una nota produzione di nicchia della salumeria del Centro Italia, in particolare dell’Abruzzo, la Ventricina del Vastese, è stata presentata nei giorni scorsi a Guardiagrele, in provincia di Chieti: si parla anche di una serie di azioni di promozione del prodotto a base di carni suine che culminerà con un Festival della Ventricina del Vastese in programma nella cittadina della costa abruzzese (da cui il prodotto prende il nome, e cioè Vasto) che si svolgerà dal 13 al 15 luglio 2018. Di tutto questo scrive un pezzo (a sigla c.s. ) uscito sul quotidiano abruzzese “il Centro “ a pagina 3 di ieri, domenica 17 dicembre 2017, sotto al sorprendente titolo “La Ventricina del Vastese è vera alleata della salute “. Le virtù di questo prodotto di nicchia sono state svelate da un esperto di Dietoterapia, Lorenzo Russo, che spiega: “I grassi animali sono preziosi. Per troppo tempo si è creduto che fossero all’origine di ogni male, ma sono di aiuto ad assorbire vitamine, non sono sinonimo di colesterolo e hanno un valore nutrizionale importante. Certo, sono calorici, ma possiamo dire che un consumo equilibrato di ventricina anche una volta a settimana non solo non fa aumentare il colesterolo ma apporta all’organismo nutrienti di valore pari all’Omega 3 , oltre all’utilissimo acido oleico”.


 


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