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  23/12/2019
Progetto PSRN–Biodiversità

Con la fine del PSRN–Biodiversità (2016-2019)  è stata messa in atto la prima obiettiva valutazione delle razze equine ed asinine appartenenti al Registro Anagrafico.
Questo ha consentito di valutare gli aspetti fenotipici (caratteri misurabili e mantelli) per verificare la corrispondenza con lo standard di razza e di approntare una prima indagine molecolare per riconoscere potenziali diversità.
Come più volte ricordato, quando si parla di razze equine e asinine del Registro Anagrafico è opportuno evidenziare:
- la ridotta numerosità delle popolazioni;
- la mancanza di genealogie accertate;
- standard di riferimento fenotipici simili se non addirittura sovrapponibili;
- misurazioni del fenotipo non sempre accurate e/o ascrivibili a caratteri difficilmente quantificabili.
Tutto ciò è anche dovuto al fatto che, notoriamente, queste razze sono state, nel corso degli anni, più volte soggette ad accorpamenti e successive divisioni.
A parziale giustificazione, va sottolineato che la differenza fondamentale tra le razze risiede nell’identità storico-culturale come sempre succede quando si parla di cavalli.
Grazie al progetto PSRN-Biodiversità  e agli strumenti genomici utilizzati, la caratterizzazione genetica sta assumendo un ruolo fondamentale nell’identificare:
- reali biodiversità da salvaguardare e valorizzare;
- realtà discutibili per originalità e origine;
- evoluzione, importanza e contaminazioni fra popolazioni autoctone.

Razze equine del Registro Anagrafico

L’analisi statistica dei caratteri biometrici (altezza al garrese, circonferenza del torace e dello stinco) rilevati sul campionamento eseguito ha evidenziato, tendenzialmente, la corrispondenza agli standard di razza riportati nelle Norme Tecniche nella maggioranza delle razze equine a limitata diffusione. Per il cavallino della Giara, il cavallino di Monterufoli e il Sarcidano si sono riscontrati valori, per singoli caratteri che, invece, si discostano dal range ammesso dallo standard. Un ulteriore approfondimento e campionamento potrebbe forse portare ad una revisione dei valori di riferimento.
Le tipologie e i colori del mantello di ogni singola popolazione sono risultati compatibili con gli standard e poche sono le plusvarianti. Ciò è dovuto probabilmente al non corretto uso della nomenclatura oggi riconosciuta a livello internazionale. Le ipotesi formulate all’inizio del progetto circa la suddivisione delle razze sono state assunte soprattutto sulla base delle referenze bibliografiche, con lo scopo di indagare sull’origine e l’evoluzione delle razze. Attraverso gli approcci di genomica approntati in questo PSRN, alcune di queste sembrano trovare una validazione anche se solo preliminare.
Di seguito si riportano gli esiti iniziali ottenuti per le diverse popolazioni:
Persano e Salernitano: sono popolazioni più volte accorpate e separate nel corso del tempo. Sembrano presentare e riassumere l’evoluzione dei moderni cavalli da sella originati da relativamente pochi stalloni, prevalentemente di razza Purosangue Inglese. La peculiarità delle due popolazioni potrebbe evincersi da una più raffinata interpretazione delle differenti linee paterne.
Cavallo del Ventasso: questa popolazione con ridotto numero di soggetti presenta, in base alle distanze genetiche, una configurazione assimilabile ai generici cavalli da sella ma con diverse componenti razziali anche linee autoctone nazionali. Cavallo Romano della Maremma Laziale: è una popolazione con origini comuni al cavallo Maremmano così come emerge dalle preliminari valutazioni genomiche. Rientra probabilmente all’interno del gruppo dei generici cavalli da sella con importanza prevalente della componente autoctona.
Tolfetano: è una popolazione correlata alle classiche razze tirreniche (Maremmano e Cavallo Romano della Maremma Laziale). Se confermato da ulteriori elaborazioni sulla caratterizzazione genomica, potrebbe entrare di diritto nel gruppo dei generici cavalli da sella con prevalente componente autoctona.
Sanfratellano: è una popolazione abbastanza definita ma, come tutti i cavalli “leggeri”, si posiziona nel gruppo dei generici cavalli da sella ma con una propria probabile componente autoctona.
Napoletano: questa popolazione rappresenta una grande incognita. Storicamente riconosciuto, culturalmente importante ma di piuttosto recente istituzione. La caratterizzazione genetica gli riconosce momentaneamente un’identità dovuta probabilmente all’effetto fondatore.
Cavallo Pentro: è una popolazione che ha subito l’influenza di diverse razze e che manifesta una discreta identità e vicinanza con popolazioni considerate di tipologia pony.
Cavallo del Catria: è una popolazione che ha risentito dell’influenza di diverse razze. La caratterizzazione genetica, momentaneamente, gli riconosce una discreta identità e una posizione intermedia fra la tipologia medio-pesante e medio-piccola.
Cavallo Appenninico: è una popolazione originata anche da linee di soggetti esteri da carne. La caratterizzazione genetica sembra confermare l’origine non autoctona.
Cavallo del Delta: è una popolazione totalmente derivata dal cavallo Camargue. La caratterizzazione genetica evidenzia questa sua origine ben definita. Il mantello grigio è una sua caratteristica.
Cavallino di Monterufoli: è una popolazione omogenea. La caratterizzazione genetica sembra confermare questa sua originalità forse dovuta all’effetto fondatore. Le distanze genetiche lo posizionano all’interno del gruppo tipologia pony. Pony di Esperia: è una popolazione con possibile differenziazione in due sottopopolazioni per l’uso di stalloni di diversa tipologia. Le distanze genetiche lo posizionano, momentaneamente, nel gruppo di tipologia pony.
Cavallino della Giara: è una popolazione isolana e isolata che manifesta una propria caratterizzazione genetica posizionandosi all’interno del gruppo di tipologia pony.
Cavallo Sarcidano: è una popolazione della Sardegna. La caratterizzazione genetica gli riconosce una discreta identità. E’ momentaneamente posizionato nel gruppo di tipologia pony.

Razze Asinine: la caratterizzazione genetica dell’asino è un evento recente e non ha ancora raggiunto la sua massima potenzialità. Ciò ha portato a non poter differenziare adeguatamente le singole popolazioni asinine. L’analisi statistica dei caratteri biometrici (altezza al garrese, circonferenza toracica e dello stinco) rilevati sul campionamento eseguito ha tendenzialmente evidenziato la rispondenza agli standard di razza riportati nelle Norme Tecniche nella maggioranza delle razze asinine a limitata diffusione. Per l’asino dell’Asinara e l’asino Sardo si sono riscontrati, invece, valori per singoli caratteri che si discostano dal range ammesso dallo standard. Un ulteriore approfondimento e campionamento potrebbe forse portare ad una revisione dei valori di riferimento. Le tipologie e i colori del mantello di ogni singola popolazione sono risultati compatibili con gli standard e poche sono le plusvarianti probabilmente dovute al non appropriato uso della nomenclatura.
Asino di Martina Franca: è una razza ben definita fenotipicamente soprattutto nei caratteri morfologici (maggior taglia fra gli asini da Registro Anagrafico) ma non trova, momentaneamente, per i limiti sopra riportati, una caratterizzazione genetica appropriata.
Asino Romagnolo: è una delle razze di più recente istituzione e con la maggior variabilità sia della morfologia che del mantello. La caratterizzazione genetica, momentaneamente, non offre appropriate considerazioni.
Asino Ragusano: è una razza isolana con caratteristiche proprie momentaneamente non evidenziate dalla caratterizzazione genetica.
Asino Pantesco: è una razza con limitato numero di individui; era conosciuto come il purosangue degli asini, particolarmente apprezzato per l’andatura veloce. La caratterizzazione genetica, ribaditi i limiti sopra esposti, sembra suggerire un eventuale effetto fondatore.
Asino dell’Amiata: è una razza caratterizzata da un mantello tipico e poco variabile. La caratterizzazione genetica, come più volte riportato, non può fornire informazioni utili.
Asino Viterbese: è una popolazione con mantello caratteristico; è l’unico asino italiano a mantello geneticamente grigio. La sua caratterizzazione genetica non è attendibile.
Asino Sardo: è una popolazione della Sardegna caratterizzata da taglia piccola (inferiore a 110 cm) e mantello con riga mulina. La sua caratterizzazione genetica se pur poco informativa ipotizza una propria identità.
Asino dell’Asinara: è una popolazione isolata caratterizzata da piccola taglia (inferiore a 110 cm) e mantello bianco. La sua caratterizzazione genetica poco informativa ipotizza una propria identità.
È auspicabile che le ulteriori genotipizzazioni delle razze del Registro Anagrafico e le successive analisi genomiche che verranno effettuate con il nuovo PSRN possano aiutare a valorizzare l’identità delle razze stesse attraverso una precisa caratterizzazione inserita nel contesto italiano e internazionale (usando anche dati provenienti da banche dati internazionali). Non solo, le moderne tecnologie potranno fornire un aiuto al sistema allevatoriale individuando peculiarità e supportando gli obiettivi di selezione che si andranno definendo sulla scorta delle concrete informazioni sull’architettura genomica dei caratteri di interesse. Tutte queste informazioni dovranno integrarsi con le tradizionali valutazioni morfologiche al fine di approntare una migliore gestione delle popolazioni e, in ultima analisi, degli animali stessi. Ad oggi, la legittimazione delle popolazioni del Registro Anagrafico è dovuta prevalentemente alla storica presenza dei cavalli e degli asini in determinati e limitati ecosistemi o desunta da documenti storici, talvolta, di difficile interpretazione. A fine progetto, la genomica ci fornisce nuove informazioni che consentono di rettificare, in alcuni casi, quanto in precedenza assunto. La prosecuzione del progetto PSRN dovrebbe portare, infatti, a rimarcare l’importanza di alcune popolazioni non solo come biodiversità ma anche come prospettive future mentre, per altre, a riconoscere i limiti della loro legittimazione.


 


Progetto LEO

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Finanziamenti

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