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  11/06/2019
“Sala stampa”: zootecnia, agricoltura e cibo su quotidiani, periodici, web ed agenzie – a cura di Camillo Mammarella

Pur tra mille difficoltà, il settore primario nazionale produce ricchezza – Siamo al “giro di boa” di metà anno, ed in molti settori dell’economia italiana è l’occasione per fare dei bilanci. In questi giorni, a più livelli, è stata anche ricordata la ricorrenza di un anno esatto dall’insediamento dell’attuale Governo, guidato dal premier  Giuseppe Conte. Anche il titolare del Mipaaft, Gian Marco Centinaio, ha convocato oggi, martedì 11 giugno 2019, a Roma, presso la sala Cavour del Ministero agricolo, una apposita conferenza stampa (assieme ai due sottosegretari Franco Manzato e Alessandra Pesce) per illustrare alcuni punti dell’azione svolta dal dicastero di Via XX Settembre in questi ultimi 365 giorni (sull’incontro stampa, lancio speciale monotematico di “Agra Press “ n. 165 di oggi, martedì 11 giugno 2019, siglato da Jacopo Landi). Sempre in tema di bilanci nel settore agricolo, rileva un articolo uscito ieri, lunedì 10 giugno 2019, in prima ed a pagina 9 (a firma Andrea Zaghi) sul quotidiano lombardo “il Cittadino “ (giornale di Lodi e Sud Milano). Il titolo del pezzo è “L’agricoltura, pur tra mille difficoltà, produce ricchezza “, e nella parte in prima pagina così inizia: “L’agricoltura dà lavoro e crea ricchezza. Altro che settore semplicemente bucolico, soavemente legato al passato, custode delle migliori tradizioni dello Stivale. Campi e stalle d’Italia sono, oggi, prima di tutto un comparto che a pieno titolo è inserito nell’economia nazionale e internazionale. Certo, i legami con i campi, le tradizioni, il bel paesaggio, il mangiar bene, rimangono tutti”. Zaghi poi prosegue, all’interno: “Ma la ragione dell’esistere delle produzioni agricole non sta solo nella loro funzione di ‘custodi’ di qualcosa che altrimenti andrebbe perduto. Le imprese agricole, pur fra mille difficoltà, creano occupazione e benessere”. A seguire, alcuni numeri tratti da un recentissimo studio effettuato da Nomisma-Italia Ortofrutta presentato a Bologna. In conclusione, rilievi delle principali Organizzazioni professionali agricole.

Risale ad oltre quindici anni fa l’ultima apparizione massiccia di locuste nel territorio sardo, un ritorno assai sgradito per gli agricoltori – Molti quotidiani tra ieri ed oggi hanno parlato del ritorno massiccio di insetti infestanti nei campi italiani: oltre alle già tristemente note cimici asiatiche che si erano iniziate a diffondere in Veneto alcuni mesi fa, ora c’è lo sgradito ritorno delle cavallette, che stanno proliferando nei campi di alcune zone della Sardegna, in particolare nel nuorese. Ne parla oggi, martedì 11 giugno 2019, a pagina 5, “La Nuova Sardegna “, in un articolo a firma Michela Columbu da Nuoro. Impressionante il racconto fatto ad inizio del pezzo: “Il colore dell’erba secca non aiuta a individuarle immediatamente, ma basta fare qualche passo e subito si ha la percezione del dramma che stanno vivendo le campagne del Nuorese a causa di cavallette: è un brulicare, quindi un fuggi fuggi di centinaia, migliaia di insetti. Impossibile calcolare l’incidenza del fenomeno nei terreni tra Orotelli, Orani, Ottana e Bolotana, di certo le locuste si spostano in continuazione una volta depredata l’area, lasciando la desolazione nei pascoli che fino a qualche giorno fa, complice la pioggia, erano ancora verdi e lasciano ben sperare per l’approvvigionamento sul campo”. Nel prosieguo dell’articolo, le testimonianze dei pastori locali che, a loro memoria, non ricordano un fenomeno simile se non nel 2003, ma non con questa evidenza. Oltre al danneggiamento dei pascoli, gli ovinicoltori della zona ed i loro rappresentanti professionali lamentano tutti quei fenomeni di abbandono dell’allevamento, di cui il problema locuste è solo uno dei campanelli d’allarme.

Cornacchie e corvi all’assalto delle colture cerealicole nell’oristanese – Non solo le cavallette, ossia locuste, alias  ortotteri, insetti infestanti, minano la tranquillità nei campi sardi: altri articoli oggi, martedì 11 giugno 2019, sui principali quotidiani dell’Isola, “La Nuova Sardegna “ (edizione Oristano, pezzo di Maria Antonietta Cossu a pagina 16) e “L’Unione Sarda “ (nota a sigla e.s. , a pagina 32), riferiscono della “piaga” costituita dai corvidi (in particolare cornacchie) definiti ironicamente “buongustai” ma che con i loro “raid “ devastano le colture, soprattutto quelle orticole e cerealicole della piana del Campidano. La situazione della fauna selvatica, in definitiva, anche in Sardegna sta andando “fuori controllo” tanto da spingere gli agricoltori attraverso le loro rappresentanze a chiedere l’avvio di un monitoraggio del fenomeno ed una campagna di controllo della popolazione animale selvatica.


 


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