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  14/01/2020
“Sala stampa”: agricoltura e zootecnia su quotidiani, periodici, web ed agenzie – a cura di Camillo Mammarella

Gli aumenti tariffari per l’Italia sulla base dei nuovi possibili conflitti commerciali mondiali potrebbero arrivare al 100% – Ancora un’altra puntata della guerra commerciale mondiale a base di dazi è sul quotidiano free press  “Metro “ di oggi, martedì 14 gennaio 2020, a pagina 4, sotto al titolo “Dazi, ci risiamo. A rischio vino e pasta “. Spiega il sottotitolo: “Il made in Italy traballa di nuovo nel mirino di Trump. Possibili aumenti tariffari del 100% ”. Il pezzo, poi, così inizia: “L’allarme scatta di nuovo, per il made in Italy . E stavolta è un allarme ancora più pesante: valgono infatti 3 miliardi i prodotti base della dieta mediterranea che potrebbero finire nel mirino dei nuovi dazi Usa. La procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio Usa sulla nuova lista allargata dei prodotti europei da colpire si è chiusa, e a essere colpiti con nuove tariffe che arriverebbero a schizzare fino al 100%, sarebbero la pasta, il vino e l’olio italiani (i formaggi sono già passati sotto la scure dell’amministrazione americana a novembre, e dall’attuale 25% rischiano di aumentare al 50%). D’altronde per noi gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di sbocco dell’export  agroalimentare tricolore. Nell’ultimo anno l’Italia ha spedito 4,2 miliardi di euro sul mercato statunitense”. Ogni 10 prodotti agroalimentari made in Italy  - prosegue tra l’altro il pezzo - che vengono venduti nel Mondo, uno finisce sulle tavole a stelle e strisce. Sullo stesso argomento si segnala anche un articolo a firma Giuliana Ferraino a pagina 26 del “Corriere della Sera “ di oggi, martedì 14 gennaio 2020, che titola “Allarme dazi sul made in Italy, nel mirino vino e olio “. 

Le fonti primarie proteiniche, soprattutto nella fase della crescita dell’uomo, vanno dosate con accuratezza, senza escludere carni e lattiero-caseari – Sempre dal quotidiano free press  “Metro “, nella pagina “Focus Famiglia “ (a cura di Valeria Bobbi) pubblicata oggi, martedì 14 gennaio 2020, a pagina 12, si segnala un pezzo dal titolo “Proteine sì, ma quante? Per ogni età l’apporto giusto “. Si tratta di un utile riepilogo, fatto anche dalla Società Italiana di Pediatria, quindi rivolto soprattutto alle fasi della crescita dei più piccoli, in merito ai giusti apporti delle fonti proteiniche primarie. Fondamentali a tutte le età – si legge circa a metà articolo - , ma soprattutto in età pediatrica, le proteine rappresentano “i mattoni” necessari a costruire nuovi tessuti e riparare quelli danneggiati. Sono 5 – ricorda il pezzo – le categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine: carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati. A mettere in evidenza la giusta ripartizione nell’arco di una settimana – scrive ancora “Metro “ – è la SIPPS che raccomanda 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio.

Viene presentato oggi a Roma un nuovo consesso per studiare soluzioni vocate alla “green economy” – Sul “Corriere della Sera “ di oggi, martedì 14 gennaio 2020, a pagina 21, in un articolo a firma Virginia Piccolillo, si annuncia la presentazione che avverrà oggi a Roma (anticipo di una riunione programmata per il 24 gennaio prossimo ad Assisi, al Sacro Convento) di una nuova alleanza per un’economia sostenibile, fatta da un gruppo di grandi imprenditori, persone comuni, industriali, economisti, agricoltori, politici e Sindaci di città grandi e piccole. La presentazione di oggi a Roma, presso la sede Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) riguarda il “Manifesto per un’economia a misura d’uomo”, e sarà illustrata dal presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, e dal direttore della sala stampa del Sacro Convento, padre Enzo Fortunato, che con il Custode del Sacro Convento padre Mauro Gambetti hanno stilato il documento. Il “Manifesto” è stato già sottoscritto, tra gli altri, dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini e dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Un consesso importante, quindi, che studierà soluzioni vocate al nuovo corso della “green economy “.


 


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