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  14/05/2019
“Sala stampa”: zootecnia, agricoltura e cibo su quotidiani, periodici, web ed agenzie – a cura di Camillo Mammarella

Semine di granturco in ritardo o sospese, critica la situazione anche per soia, riso ed alberi da frutto soprattutto nelle province venete – Non erano bastati gli effetti dell’uragano “Vaia” che aveva colpito il bellunese: la nuova ondata di maltempo, puntualmente annunciata da alcuni siti di meteorologia e verificatasi in questi giorni sta mettendo in ginocchio le campagne in più parti d’Italia, ed a essere colpito è ancora una volta, soprattutto, il Veneto, ma il problema è che ora siamo quasi alla metà di maggio, e semine e colture ne soffrono in maniera cospicua. Un pezzo di cronaca da Montagnana, nel padovano, riportato da “Il Gazzettino “ (edizione Padova) di oggi, martedì 14 maggio 2019, a pagina XV (articolo a firma Maria Elena Pattaro) esordisce parlando di una “supercella temporalesca”, immortalata e postata in queste ore su web  e che costituisce un raro caso di mesociclone. Un fenomeno climatico particolarmente potente, che ha scatenato un nubifragio violento nel Basso Veronese e nel Basso Vicentino. Il tutto è confermato anche da altri quotidiani, come “Il Giornale di Vicenza “ (pezzo di Alessia Zorzan, a pagina 12 di oggi, annunciato in prima) che titola “Freddo e pioggia, a rischio tutte le colture “ e da “la Voce di Rovigo “, con un articolo in terza pagina dal titolo “Inondato il mais, semina sprecata “. Sono in particolare mais e ciliegie in grande difficoltà, il primo perché – a quanto riporta “Il Gazzettino “ a pagina 9 - , la sua semina è in ritardo o comunque sospesa a causa dei campi allagati, ed alcuni agricoltori addirittura hanno dovuto ripetere l’operazione per l’asfissia radicale delle piante. Il giornale vicentino, invece, aggiunge fra le colture in stato di criticità anche la soia, il riso ed in genere tutti gli alberi da frutto. Tra le immagini che stanno circolando in queste ore anche quelle di evacuazioni di cavalli da centri ippici in prossimità di corsi d’acqua a rischio esondazione (o già straripati) e di altri capi di bestiame (ad esempio ovini) impantanati in stazzi parzialmente allagati.

Attaccato un allevamento ovino alle porte di Catanzaro, una decina i capi sbranati da predatori selvatici – Il fenomeno non è nuovo, la Coldiretti locale aveva infatti iniziato già dal novembre scorso a segnalare le sgradite “visite” in un allevamento del catanzarese da parte di predatori selvatici. Presenze confermate dalle fototrappole (ripresi tre lupi) e da un episodio in un allevamento di un dirigente locale dei coltivatori diretti, Federico Pettinato, con un’azienda alle porte del capoluogo che si è trovato a verificare l’assalto ai propri ovili e lo sbranamento di dieci pecore. Il fatto è documentato da due articoli su altrettante testate locali, “Il Giornale di Calabria “ di oggi, martedì 14 maggio 2019, a pagina 4, e “il Quotidiano del Sud “ (edizione Calabria) a pagina 9, con un articolo a firma Andrea Trapasso. Ora c’è da verificare il nesso con la più volte segnalata presenza di cinghiali nella zona, e capire se l’arrivo dei lupi sia da ricollegare al proliferare di ungulati selvatici in maniera spontanea o indotta dall’uomo in modo illegale. Resta il problema per l’allevatore, che si trova a far i conti con l’incerta trafila dei rimborsi per i capi ovini persi.

Tradizione e cultura in Basilicata sui percorsi degli allevatori che spostano le loro mandrie – Sullo storico quotidiano campano “Roma “ (che attualmente, oltre che a Napoli, esce con edizione della Basilicata, del Cilento e del Vallo di Diano), a pagina 10 di oggi, martedì 14 maggio 2019, un articolo da Potenza titola “Novità per il ‘Sirino in transumanza’ “. Il pezzo inizia informando che fervono i preparativi per la quarta edizione di “Sirino in Transumanza”, manifestazione che andrà in scena nella meravigliosa cornice naturale alle pendici del lago Laudemio, sabato 8 e domenica 9 giugno 2019. La manifestazione – ricorda poi il “Roma “ – è organizzata ogni anno in Basilicata dall’Associazione “Basilicata a way of living “, dello chef  di origini lucane, trapiantato a Washington, negli Usa, Luigi Diotaiuti, nato a Lagonegro (Potenza) ed ambasciatore della cucina lucana nel mondo, di recente insignito del riconoscimento di “Cuoco italiano all’estero” nel corso del “Food & Wine in Progress 2018 “ che si è svolto l’1 e 2 dicembre scorsi alla Leopolda di Firenze. L’organizzazione della manifestazione – ricorda più avanti l’articolo – si avvale della preziosa collaborazione dell’Ara della Basilicata. Tra gli eventi, anche un premio intitolato “Miss Podolica “, che vedrà i più piccoli come giurati ad eleggere la vitellina più bella tra quelle portate dagli allevatori al seguito delle mandrie sulla montagna lucana.


 


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