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  30/07/2020
“Sala stampa”: zootecnia, agricoltura e cibo su quotidiani, periodici, web ed agenzie – a cura di Camillo Mammarella

Tecnica, mercato e resilienza per superare la crisi, questa la ricetta di chi alleva bovini podolici – Nella settimana che sta per chiudersi c’è stato un evento, dal punto di vista zootecnico, che ha segnato una sorta di “ripartenza” per il mondo degli allevatori: si è tenuta infatti a Laurenzana, in provincia di Potenza, nella mattinata di martedì 28 luglio 2020, la tradizionale asta dei torelli di razza Podolica testati nel Centro di Selezione dell’Associazione Nazionale Bovini Italiani da Carne. L’appuntamento è stato organizzato da Anabic in collaborazione con l’Ara della Basilicata, ed ha visto la partecipazione di circa 200 allevatori, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid 19. Quindi la prima manifestazione zootecnica con animali e pubblico "in presenza". Degli esiti dell’asta hanno scritto l’Agenzia “Agra Press “ (diretta da Letizia Martirano), notiziario generale n. 192 di ieri, mercoledì 29 luglio 2020, titolando la notizia numero 7309 “AIA: Maddé, a Potenza prima Asta bovini Podolici in presenza dopo Covid. C’è bisogno di ripartenza “. I contenuti del comunicato stampa diramato il giorno successivo all’Asta dall’Associazione Italiana Allevatori sono stati riportati in un articolo su “Agrigiornale “ (www.agrigiornale.net ), pezzo firmato dal direttore Roberto Goitre, sotto al titolo “La Podolica protagonista a Potenza “. Al di là degli aspetti tecnici, l’Asta di Laurenzana ha evidenziato la ricetta degli allevatori della Podolica, che puntano sulla qualità, sulla resilienza e sul mercato per superare la crisi in atto. Diversi gli interventi delle autorità e dei tecnici dal palco attrezzato a fianco alla tribuna prospiciente il ring nella struttura del Centro di Selezione Torelli: dai presidenti di Anabic e Ara Basilicata, rispettivamente Luca Panichi e Palmino Ferramosca, i direttori delle due organizzazioni, Giuseppe Brillante e Stefano Pignani, e Roberto Maddé, direttore generale dell’Associazione Italiana Allevatori.

Sicurezza ed incolumità di cittadini e agricoltori in provincia di Reggio Emilia messe a rischio dalla troppa invadenza della fauna selvatica – Ennesimo allarme dai territori per la troppa invadenza di animali selvatici nelle campagne e vicino ai centri rurali, soprattutto di predatori – cani inselvatichiti e lupi – che se affamati non disdegnano di attaccare le mandrie al pascolo anche in pieno giorno. Del problema parla oggi, giovedì 30 luglio 2020, a pagina 19, il quotidiano emiliano “Gazzetta di Reggio “ (pezzo a sigla N.N. ), in un articolo dal titolo “Lupi sempre più vicini a stalle e abitazioni “. Ad inizio si riferisce solo di “avvistamenti” a Rubiera e Sant’Ilario d’Enza, ma la preoccupazione è tanta, espressa per bocca di Maria Cerabona, direttore dei coltivatori diretti reggiani: “Questi animali, che comunque si nutrono con le prede che trovano, si avvicinano sempre più alle strutture aziendali e agli allevamenti. La preoccupazione è sempre maggiore – è la denuncia della dirigente di organizzazione agricola – sia per la sicurezza delle mandrie sia per l’incolumità delle persone”. L’articolo così conclude: “Le stalle hanno spazi aperti e comunicanti con l’esterno creando così una via di accesso ai predatori. L’ingresso di questi animali all’interno degli edifici preoccupa, poiché possono provocare decine di migliaia di euro di danni, indotti anche dallo spavento provocato, alzando il rischio di aborti, la frattura degli arti, la diminuzione della produzione di latte”.

Neanche con il cane da guardiania greggi al sicuro nelle montagne venete – Se nella pianura emiliana il problema lupi è quasi una novità, nelle valli e sui monti del bellunese i predatori selvatici purtroppo da tempo fanno scorribande a danno di greggi e mandrie: due articoli ieri, mercoledì 29 luglio 2020, riportano le cronache di un attacco che ha colpito addirittura due cani da guardiania, “dissuasori” finora considerati efficaci contro le incursioni predatorie. I due articoli sono uno sul “Corriere del Veneto “ (pagina 18, a firma di Davide Pioi) e l’altro sul “Corriere delle Alpi “ (pagina 21, pezzo da Borgo Valbelluna). E quindi, se fino adesso – come denuncia la locale Coldiretti – ad essere colpiti dagli attacchi erano pecore, asini e bovini, ora anche due cani da guardia, di razza maremmana, sono stati feriti da lupi mentre difendevano un gregge in Malga Garda nel territorio comunale di Borgo Valbelluna. La denuncia dell’organizzazione agricola, oltre ad evidenziare il rischio sempre più vicino per l’incolumità delle persone che vivono in queste zone, bambini inclusi, tende a sottolineare che ormai anche i sistemi di protezione di greggi e mandrie si stanno rivelando insufficienti.


 


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