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Agenda eventi



  14/04/2015 - 15/04/2015

Luogo: Parma (Pr)

Cosa accadrà dopo gli accordi Europa-Usa?
Prodotti tipici e proprietà intellettuale: gli scenari degli accordi commerciali tra Europa e Usa ”, è il titolo del convegno organizzato a Parma dall’Associazione degli economisti agrari europei, in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Parma che cercherà di aprire, per la prima volta nel nostro Paese, una discussione sulle possibili scelte che usciranno dal TTIP - Transatlantic Trade and Investment Partnership  - e che coinvolgeranno cittadini ed imprese, con conseguenze su informazione e sicurezza dei prodotti tipici che portiamo sulla nostra tavola. Il convegno raccoglie i principali ricercatori internazionali sul tema e alcuni tra i protagonisti delle scelte politiche in materia, tra cui: Raimondo Serra, della direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale e relazioni internazionali bilaterali con le Americhe della Commissione europea; Riccardo Deserti, vice presidente Organizzazione per una Rete internazionale delle indicazioni geografiche (oriGin); Bruce A. Babcock, docente della Iowa State University ; Emilie Vandecandelaere, della Fao; Giovanni Anania, presidente dell'Associazione europea degli economisti agrari; Paolo De Castro, della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo; Giuseppe Romanini, della Commissione Agricoltura del Parlamento italiano e Simona Caselli, assessore regionale Agricoltura e sviluppo della Regione Emilia-Romagna. L’appuntamento è a Parma, presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi (via Kennedy 6), per i giorni martedì 14 e mercoledì 15 aprile 2015. Il convegno sarà l’occasione per un dialogo aperto tra le due sponde dell’Atlantico che porterà novità sulle tavole di tutti, a partire dall’apertura delle barriere dello scambio commerciale in una vasta gamma di settori. Una discussione sulle possibili scelte nell’interesse di cittadini e imprese che trova il suo nodo principale nel connubio tra informazione e sicurezza. Parte da Parma, quindi - si legge in un comunicato stampa - , la prima proposta di discussione a livello europeo sul TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership ) e agroalimentare di qualità, con il convegno “Prodotti tipici e proprietà intellettuale: gli scenari degli accordi commerciali tra Europa e Usa ”. Obiettivo è offrire una riflessione che, a partire da esperti internazionali e politici del settore, coinvolga imprese e società civile, grazie all’opportunità di valutare la sostenibilità ambientale e sociale delle possibili scelte, in particolare, sul commercio dei beni alimentari di qualità, sull’alimentazione e sulla sostenibilità delle aree rurali. I temi in programma spaziano dalla protezione legale e istituzionale per i marchi di indicazione geografica, alla prospettiva di commercio di questi prodotti in Europa e fuori di essa, fino ad arrivare a toccare le esigenze dei consumatori – soprattutto informazione, qualità e salubrità – , senza trascurare la sostenibilità delle realtà locali. Tutto alla luce del tema più ampio del cibo come opportunità di vita, promosso da Expo  2015. Oltre ai circa 50 contributi di studiosi di diverse università e centri di ricerca internazionali, il convegno propone contributi di relatori che rappresentano, a livello mondiale, le istituzioni che seguono da vicino l’evoluzione dei negoziati. La conclusione dei lavori sarà dedicata a una tavola rotonda, presieduta e coordinata da Giovanni Anania, presidente dell’Associazione degli economisti agrari europei (EAAE), sul tema ”Questioni aperte per le indicazioni geografiche nell’ambito del TTIP ”. “Il rischio, nel trascurare il dibattito – afferma Filippo Arfini, docente di Economia agroalimentare della Università di Parma e promotore del seminario – è ritrovarsi con scelte fatte a favore della quantità e a discapito della qualità, con l’evidente conseguenza di danneggiare la comunità rurale che, nel nostro Paese e in Europa, raccoglie attorno a sé garanzie di tradizione e salubrità, fornendo prospettive di cultura e di sostenibilità economica”. Il desiderio di far ripartire l’economia con accordi commerciali di ridotta protezione, in un contesto di crisi viva, potrebbe spingere i Governi ad abbassare la guardia su princìpi che tutelano le produzioni di origine pur di tornare a crescere? Questa è la preoccupazione che animerà la discussione sul negoziato a fronte di un’opportunità unica per migliorare l’accesso delle produzioni agroalimentari europee di qualità negli Stati Uniti d'America. L’Unione europea infatti è il più importante esportatore di cibo nel mondo – 120 miliardi di euro nel 2013 – e registra una bilancia commerciale agricola in avanzo di 18,6 miliardi di euro. I prodotti alimentari e agricoli oggi costituiscono il 7% dell’export  europeo. Gli accordi commerciali, sempre meno multi-laterali (stagnazione dei negoziati del Wto) e sempre più intra-regionali tra l’Europa e altri importanti attori globali (ne sono un recente esempio gli accordi Ceta con il Canada), forniscono significative opportunità di crescita all’occupazione e più in generale all’economia, ma occorre comprenderne le implicazioni per le imprese e per la società europea. Sul sitohttp://www.145eaae2015.unipr.it/  è possibile consultare il programma dettagliato del seminario che ha un indirizzo di posta elettronica dedicato alla sua segreteria organizzativa: 145EAAE2015@unipr.it . La lingua di lavoro del seminario è l’inglese.