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Agenda eventi



  14/02/2016

Luogo: Perugia (Pg)

Workshop DPM
Venerdì 12 febbraio 2016, alle ore 9, presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, via San Costanzo 4 – si legge in un comunicato stampa degli organizzatori - verrà formalmente inaugurata la terza edizione del Master di 2° livello in dairy production medicine–DPM  con un workshop  dal titolo: “Produzione, salubrità, benessere e sostenibilità: il fondamentale contributo della dairy production medicine “. Interverranno Franco Moriconi, Magnifico Rettore dell’Ateneo di Perugia; Fernanda Cecchini, assessore all’Agricoltura, cultura e ambiente della Regione Umbria; Piero Ceccarelli, direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Perugia; Silvano Severini, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche. Coordina il Workshop  Cristiano Boiti, decano del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia. Relazioni Programmate: Maurizio Monaci, direttore del Master Dairy Production Medicine , Alessandro Fantini, presidente della Società Italiana di Buiatria; Teresa Anna Cantisani, direttore della Struttura complessa di Neurofisiopatologia-Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Perugia e Jud Heinrichs, Professor of Dairy Science-Penn State University (PA) USA . La DPM – prosegue il comunicato - è la risposta professionale della medicina veterinaria alle ormai ineludibili e condivisibili richieste dal cittadino-consumatore di disporre di latte salubre, sicuro e disponibile per tutti, prodotto da animali allevati in condizione di benessere nel rispetto dell’ambiente, e dove l’impiego del farmaco è ridotto all’indispensabile. Per rispondere a questo complesso impegno, il buiatra è chiamato, comunque, a mantenere fede alla sua mission , vale a dire quello di curare e prevenire le malattie delle bovine, oltre quello d’essere sempre più parte integrante del processo produttivo del latte. La DPM fornisce ai buiatri gli strumenti conoscitivi necessari ad un approccio olistico alle patologie d’allevamento e alla salubrità delle produzioni. L’approccio olistico – conclude la nota - , altro non è che la conoscenza di tutti quei fattori eziologici e di rischio - genetici, nutrizionali, manageriali, ambientali e sanitari - che possono interferire sulle performance  delle bovine, il loro benessere, l’impatto ambientale, inteso anche come gestione e controllo delle zoonosi, e i residui nel latte. Questa implementazione di conoscenze e competenze, impone al buiatra un aggiornamento professionale ordinato e sistematico; in questo modo, potrà esercitare appieno le evidenze scientifiche in sinergia con le esperienze maturate nell’esercizio della professione. All’avvio della sua terza edizione, il Master  ritiene sia propedeutico trattare nel workshop  su come gestire l’enorme attività della comunità scientifica (big data ), e nel dare sistematicità e qualità all’aggiornamento professionale.



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