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  24/10/2014 - 25/10/2014

Luogo: Milano (Mi)

I droni aiutano l’agricoltura dal cielo
I droni, cioè i mini-aerei robot inventati per scopi militari (ma che ora stanno dilagando in tutti i settori), si candidano a dare una mano anche a chi lavora nei campi. I possibili utilizzi verranno esplorati nel convegno «Droni in agricoltura: applicazioni, risultati, vantaggi» in occasione dell’evento Dronitaly  il 24 e il 25 ottobre a Milano (www.dronitaly.it ). È il prof. Tommaso Maggiore, accademico georgofilo già ordinario di Agronomia Generale e Coltivazioni Erbacee all’Università di Milano, a introdurre i prossimi scenari delle professioni legate alla terra: “In futuro tutta l’agricoltura sarà di precisione, ovvero ‘site specific ‘: un’agricoltura che grazie alle migliori tecnologie garantisce un notevole risparmio sui costi dell’attività e anche un minor impatto sull’ambiente. E i droni sono l’ago della bilancia, visto che ogni singolo appezzamento potrà essere studiato e controllato in tempo reale e venire trattato di conseguenza con la sensoristica in HD imbarcata dai Sapr - Sistemi aerei a pilotaggio remoto, nome tecnico dei droni. Fino a ieri si sarebbe trattato tutto il campo, oggi invece si limita l’azione solo dove serve, visto che la trattrice è in grado di ricevere con tecnologia Gps la mappa della rilevazione appena effettuata dal drone”. L’utilizzo dei droni in agricoltura non avrà limiti: “Sono validi per ogni di tipo di coltura e per tutte le aziende agricole. Per ora, nelle culture erbacee funziona meglio che in quelle arboree, come il vitigno: in questo caso, vista la morfologia dei tralicci, l’occhio tecnologico dei Sapr incontra più difficoltà ma è un problema che verrà risolto. Il drone diventerà prezioso nella lotta agli infestanti: nelle culture del mais nel Mantovano i coltivatori hanno usato un quadricottero “unmanned ” per spargere site specific  capsule con ovature di imenottero, un parassita che si nutre delle uova della piralide, altro parassita che affligge gravemente queste colture. L’operazione è stata rapida e micro-invasiva per l’ambiente, con costi eccezionali e senza problematiche legate alle condizioni meteo”. (Da: Lastampa.it , 3/10/2014)