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Agenda eventi



  07/04/2013

Luogo: Edolo (Bs)

Ovini e caprini in mostra per le “Giornate Zootecniche”

Una vetrina su un settore che sta conoscendo un forte impulso, nel Bresciano e non solo, soprattutto in forza dell’elevatissimo profilo qualitativo che caratterizza produzioni casearie sempre più gradite ai consumatori”. E’ forte – si legge in un comunicato stampa dell’Apa di Brescia - la convinzione con la quale il presidente dell’Associazione Germano Pè (nella foto – ndr.), annuncia il ritorno della Mostra Ovicaprina di Edolo, in programma domenica 7 aprile a partire dalle 9 nell’ambito della tradizionali Giornate Zootecniche organizzate con il sostegno di Provincia di Brescia, Comunità Montana di Valle Camonica e Comune di Edolo. Da sempre del resto – prosegue la nota - il leader degli allevatori bresciani è particolarmente vicino ai problemi della montagna, area nella quale l’attività zootecnica assume i contorni di un’ ”attività eroica” i cui effetti si ripercuotono beneficamente sull’intera comunità. “L’agricoltura e l’allevamento sono il baluardo contro l’abbandono delle aree di montagna, che come noto può avere effetti disastrosi sul degrado del territorio – afferma Pè -. Eventi come la mostra di Edolo sono un volano per ridare ossigeno e speranza ad un’economia che ha trovato nella qualità delle produzioni una nuova, incoraggiante prospettiva per il futuro”. La mostra di Edolo sarà riservata agli esemplari di razza Bionda dell'Adamello (valutazioni alle 9) e prevede concorsi morfologici riservati alle razze caprine Saanen e Camosciata delle Alpi oltre che uno spazio per gli ovini con il concorso per la Pecora di Corteno (a partire dalle 14.30). Alle 16 le premiazioni che, ad uso e consumo dei più golosi, riguarderanno anche i migliori formaggi prodotti con il latte delle varietà fin qui elencate. L’evento si propone come importante momento di confronto e bilancio per un settore, quello per l’appunto dell’allevamento caprino, che ha saputo offrire nuovi, importanti sbocchi all’attività zootecnica in montagna: questo grazie non solo alla coraggiosa azione di recupero della Bionda dell’Adamello, razza autoctona quasi scomparsa fino a qualche anno fa, ma anche all’introduzione da parte di alcuni lungimiranti imprenditori di nuove razze da latte cosmopolite quali la Saanen e la Camosciata delle Alpi, caratterizzate da potenzialità produttive molto elevate. Il settore nel Bresciano si sta del resto orientando sempre più alla produzione di latte destinato alla produzione di formaggi tradizionali come ad esempio il Fatulì, che sarà fra le tipologie più apprezzate presenti in concorso.

Il settore ovicaprino bresciano: un approfondimento

La razza caprina Bionda dell'Adamello, molto diffusa in passato, è poi quasi scomparsa per l'introduzione nei greggi di soggetti maschi di altre razze con l'intento, non raggiunto, di migliorare la popolazione locale; negli ultimi anni grazie al tenace lavoro di un gruppo di allevatori della Valle Camonica se ne è realizzato il recupero e questa razza comincia a diffondersi anche in altre province. Inoltre negli ultimi decenni nuovi imprenditori hanno introdotto nuove razze da latte cosmopolite quali la Saanen  e la Camosciata delle Alpi, razze caratterizzate da potenzialità produttive molto elevate adottando moderne pratiche allevatoriali quali la destagionalizzazione dei parti necessaria per garantire la produzione di latte in tutto l'arco dell'anno, o l'utilizzo della f.a. per accelerare il miglioramento genetico degli animali allevati. Il settore caprino è quindi oggi una realtà dinamica che ha saputo dare un nuovo ruolo e nuovi sbocchi all'attività zootecnica in montagna. La Pecora di Corteno è una razza ovina autoctona (di taglia ridotta con buona prolificità, allevata per la produzione della carne, carni molto ricche di grasso) che trova le sue origini nella valle di Corteno e dintorni, razza strettamente legata alla cultura ed alle tradizioni locali, in particolare l'utilizzo della carne degli agnelloni e delle pecore per la produzione del piatto tipico, il “cuz”, uno spezzatino di carne cotta previa lenta bollitura che tradizionalmente veniva conservata con il grasso di cottura in recipienti di terracotta per tutto l'inverno.

Produzioni nel rispetto della tradizione

Il settore caprino bresciano si sta orientando sempre più alla produzione del latte destinato alla realizzazione di formaggi nel rispetto delle tradizioni e con una continua ricerca della qualità e della genuinità. A differenza del passato oggi anche gli allevatori di capre hanno a disposizione tecnologie di allevamento d'avanguardia che possono esaltare le caratteristiche produttive degli animali allevati, garantendo produzioni con elevati standard qualitativi con le massime garanzie di salubrità e sicurezza, pur continuando a trasformare il latte nel rispetto delle tradizioni, salvaguardando la tipicità e le caratteristiche dei formaggi tradizionali.

Un “piccolo pezzo” di formaggio

Troverà spazio nell'ambito della manifestazione il concorso dei formaggi di capra con la sezione dedicata al “Fatulì”, nome che nel dialetto locale significava “piccolo pezzo”; questo tradizionale formaggio è legato indissolubilmente alla capra di razza Bionda dell'Adamello, tant'è che viene prodotto esclusivamente con latte di questa razza autoctona della Valle Camonica; è un formaggio caratterizzato da una particolare tecnica di affumicatura, che può essere consumato come formaggio da tavola o se stagionato da grattugia.

Primavera dedicata al confronto

Le “Giornate Zootecniche di Edolo”, si aprono in primavera con il momento dedicato al settore caprino. Sarà occasione per confrontare gli animali nel pieno della lattazione e quindi un importante momento tecnico per tutti gli allevatori che allevano capre non solo per la produzione del capretto ma prima di tutto per la produzione del latte da destinare alla produzione di formaggi. La Regione Lombardia è attiva per il sostegno al settore zootecnico in area montana anche con il piano di assistenza tecnica (Sata), strumento messo in campo anche per contrastare il progressivo abbandono delle attività agricolo-zootecniche in aree montane. Spesso viene sottovalutato il ruolo che hanno, e che ancor di più potrebbero avere, gli allevamenti caprini ed ovini nelle aree marginali della montagna con la valorizzazione delle risorse naturali presenti anche in queste aree e che sempre più spesso non vengono utilizzate portando a fenomeni di abbandono con la messa in pericolo della salvaguardia del territorio. In questi ambiti si sono insediate storicamente alcune razze autoctone, tipiche della nostra provincia sono la razza caprina Bionda dell'Adamello e la razza ovina Pecora di Corteno, che bene si sono adattate al difficile ambiente montano caratterizzato dalle difficili condizioni ambientali. Ciò ha portato all'instaurarsi di una tipologia di allevamento estensivo, spesso confinato nelle aree più difficili non utilizzate dai bovini da latte, caratterizzato da animali che per la scarsità di risorse foraggere non potevano che  fornire scarse potenzialità produttive. Cambiando radicalmente l'approccio culturale verso l'allevamento caprino, negli ultimi decenni nuovi imprenditori, inizialmente non di estrazione agricola, hanno introdotto nuove razze da latte estere adottando modelli di allevamento intensivi, stanziali, solitamente accompagnati dalla trasformazione casearia artigianale del latte prodotto. Le razze introdotte sono razze cosmopolite quali la Saanen e la Camosciata delle Alpi, razze caratterizzate da potenzialità produttive molto elevate che però necessitano di alimentazioni adeguate alle produzioni e di particolari cure per risolvere problemi quali la destagionalizzazione dei parti necessaria per garantire la produzione di latte in tutto l'arco dell'anno. Convivono quindi due realtà, una che perpetua antichi modelli di utilizzazione delle risorse nelle aree più marginali, ed una più dinamica che ha saputo dare un nuovo ruolo e nuovi sbocchi all'attività zootecnica in montagna (approfondimento a cura di Apa Brescia – Ufficio stampa Andrizzi.Info, claudio@andrizzi.info).