Sull’epidemia di Blue Tongue segnalata ad inizio agosto nel bellunese, nota del presidente di Arav, Floriano De Franceschi: “Urge un piano di vaccinazione straordinario per salvare le nostre razze in via di estinzione”
Vicenza, 8 agosto 2025. “Con grande disappunto solo negli ultimi giorni abbiamo appreso ufficialmente che gli uffici preposti della Regione Veneto hanno confermato che in provincia di Belluno è in corso un’epidemia da Bluetongue. Un fatto grave, se si considera che, nella documentazione dell’Area Sanità e Sociale, risulta che già a luglio erano stati identificati 14 focolai della pericolosa patologia. Nel frattempo, più di 60 sono i capi già deceduti e tutti di razza Alpagota”. Con queste parole il presidente di Arav, Floriano De Franceschi (nella foto, ndr.) interviene a poche ore dalla scoperta dell’episodio. “In primo luogo, ci chiediamo perché le Associazioni di categoria, tra cui Arav – prosegue il presidente De Franceschi – non siano state avvertite tempestivamente, così da poter allertare gli allevatori, affinché ponessero in atto le contromisure necessarie per proteggere gli animali dall’insetto colicoide che è il vettore della Bluetongue. Un ritardo senza alcuna giustificazione”. È a rischio il patrimonio di biodiversità rappresentato dalle razze ovine venete, tutte a limitata diffusione. “Siamo estremamente preoccupati della situazione che si è venuta a creare e in forte difficoltà, specie se consideriamo che il patrimonio ovino veneto nel suo complesso si attesta sulle 80 mila unità e non possiamo far finta di nulla per quanto concerne le razze autoctone venete, già a rischio estinzione per la Scrapie. Ora, con questa situazione epidemiologica – aggiunge il presidente De Franceschi – il pericolo diventa elevatissimo, mettendo a repentaglio i capi riproduttori di razza Alpagota nel Bellunese, Brogna nel Veronese, Foza nel Vicentino e Lamon nel Bellunese, che conta poco più di 200 riproduttori, il tutto per un totale di 4.000 unità”. Arav esorta la Regione a replicare quanto fatto in Emilia Romagna. “Riteniamo urgente e necessario che la Regione Veneto intervenga almeno per queste 4.000 unità – conclude il presidente De Franceschi – proceda ad effettuare un piano di vaccinazione straordinario, mutuando quanto fatto in queste ore dalla Regione Emilia Romagna. Speriamo non ci siano ulteriori ritardi nell’avvisare gli allevatori, in quanto ciò che è accaduto ha determinato una situazione fuori controllo con conseguenze che potrebbero essere pesantissime”. Arav comunica fin d’ora che tutti gli addetti sono invitati ad entrare negli allevamenti osservando strettamente le misure di biosicurezza, questo sia nelle stalle che quando si opera nelle greggi. Informazioni: Matteo Crestani, Ufficio stampa Arav – e-mail ufficiostampamc@gmail.com.
