Enpaia chiude il 2024 con un avanzo di oltre 22 mln e a superare i 25 per fine anno

26 Novembre 2025

Gli iscritti superano quota 41 mila impiegati in 9 mila aziende. Donne ancora in crescita. Piazza: “Equilibrio tra previdenza ed economia reale”. Diacetti: “Auspicio è entrare in capitale Cdp”. La ‘news’ da www.enpaia.it

Roma, 25 novembre 2025 – La Fondazione Enpaia conferma anche quest’anno la solidità della propria gestione e il suo ruolo di riferimento nel sistema della previdenza privata italiana. La Relazione Annuale 2025, presentata oggi (martedì 25 novembre – ndr.) nella Sala degli Atti Parlamentari del Senato, racconta un Ente in salute, protagonista del rafforzamento del sistema agricolo nazionale e di un modello di welfare moderno, sostenibile e vicino alle persone. L’avanzo d’esercizio 2024 si attesta a 22,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 16,2 milioni del 2023, a testimonianza della stabilità economica e dell’efficienza gestionale della Fondazione. Il patrimonio complessivo raggiunge i 2,1 miliardi di euro, mentre gli iscritti attivi superano quota 41.000, con oltre 9.000 imprese del settore agricolo e agroalimentare coinvolte. “Enpaia – ha detto il Presidente Giorgio Piazza (nella foto d’archivio – ndr.) – è oggi un punto di equilibrio tra previdenza, economia reale e coesione sociale. In un contesto economico complesso ma in evoluzione, abbiamo garantito stabilità e rendimento sostenendo la trasformazione del lavoro agricolo e il ricambio generazionale. La nostra missione è costruire un futuro previdenziale equo, sostenibile e vicino a chi lavora nei campi”. Dalla Relazione – aggiunge – emergono due questioni prioritarie: fronteggiare il progressivo calo della popolazione (-4 milioni entro il 2050) e della riduzione della forza lavoro compresa quella agricola, che richiederanno nuove politiche di inclusione degli anziani e una gestione più efficace dei flussi migratori; modificare il sistema di tassazione delle Casse di previdenza, affinché possano investire di più nell’economia reale, come ha fatto Enpaia con Granarolo, Masi e BF, garantendo nuova linfa a settori fondamentali come quello dell’agroalimentare. “Enpaia – ha affermato il Direttore Generale Roberto Diacetti – presenta due anime: una previdenziale e un’altra da investitore istituzionale. Si tratta della casa del welfare agricolo, che contiene una molteplicità di funzioni. Vogliamo però estendere questo perimetro, arrivando a internalizzare le attività di previdenza complementare. Ciò può avvenire anche perché quello agricolo è un comparto assolutamente sano, che può ancora sprigionare potenzialità significative. Un altro auspicio – ha aggiunto Diacetti – è quello di entrare in qualità di casse di previdenza dentro il capitale di Cassa Depositi e Prestiti, così come avviene per le fondazioni bancarie. Nel complesso – ha concluso – stiamo rafforzando gli investimenti in economia reale: il 45% del nostro patrimonio complessivo è investito in asset domestici, consolidando e rafforzando in questo modo il profilo di investitore istituzionale di Enpaia a beneficio del Paese. La Fondazione ha rafforzato le attività di welfare integrato, ampliando la previdenza complementare, la sanità integrativa e i programmi di formazione e sostegno sociale. L’approccio alla gestione finanziaria resta improntato alla prudenza e alla diversificazione, con investimenti per oltre 850 milioni di euro nell’economia reale, a supporto di infrastrutture, PMI e fondi ESG. Il 2025 segna una fase di ripresa per il settore agricolo italiano, dopo un triennio condizionato da volatilità dei prezzi e instabilità geopolitiche. La Relazione Enpaia 2025 fotografa un comparto in rinnovata crescita e sempre più orientato alla sostenibilità e all’innovazione. La produzione agricola è aumentata dell’1,4% in volume e del 2,2% in valore, raggiungendo i 74,6 miliardi di euro. Il valore aggiunto del settore ha registrato un incremento del 9%, attestandosi a 42,4 miliardi di euro, un risultato che porta l’Italia al primo posto in Europa, davanti a Francia e Spagna. Anche il reddito agricolo segna un forte miglioramento (+12,5%), sostenuto da una riduzione dei costi intermedi e da un maggior sostegno pubblico alla produzione. Le filiere ad alto valore aggiunto – ortofrutta, vitivinicolo e lattiero-caseario – insieme all’agriturismo e alla produzione di energie rinnovabili, hanno trainato la crescita. L’occupazione resta stabile, con un aumento del lavoro dipendente (+0,9%) e una significativa presenza femminile, a conferma della progressiva trasformazione sociale e culturale del comparto. L’Osservatorio Enpaia–Censis 2025 restituisce un’immagine dinamica e profondamente rinnovata dell’agricoltura italiana. Oltre l’80% dei nuovi iscritti a Enpaia è rappresentato da donne, segno di un crescente protagonismo femminile nel settore. Parallelamente, aumenta la quota di imprese guidate da under 40, più attente alla qualità, all’innovazione e alla transizione verde. Il mondo agricolo si rivela sempre più professionale e multifunzionale, capace di coniugare tradizione e tecnologia, sostenibilità e competitività. La ricerca evidenzia anche una domanda crescente di sicurezza e welfare integrato, che Enpaia interpreta come leva strategica per la coesione sociale e il rilancio del lavoro agricolo. Nel triennio 2025–2027 la Fondazione continuerà a investire su tre assi prioritari: innovazione e digitalizzazione dei servizi, rafforzamento del welfare integrato e sostegno all’economia reale e alla transizione verde, contribuendo alla costruzione di un modello previdenziale solido e inclusivo (da www.enpaia.it).