Il futuro del mais e i cambiamenti climatici al centro del convegno di Condifesa Lombardia Nord-Est al Castello di Padernello. Evidenziata, tra l’altro, la necessità di intervenire in difesa di una coltura essenziale per la filiera agro-zootecnica lombarda, che solo a Brescia conta oltre 70 mila ettari a dimora
Grande successo di pubblico per il consueto appuntamento di fine anno del Servizio Tecnico di Condifesa Lombardia Nord-Est, oggi FuturAgri, organizzato quest’anno al Castello di Padernello: una nuova location per coronare le celebrazioni per il 50° del Consorzio, e ribadire lungimiranza ed attualità di un organismo che ricopre oggi un ruolo decisivo, in un’agricoltura sempre alle prese con nuove emergenze. Proprio su questa tematica si è incentrata la 13esima edizione del convegno, dedicato alle “Strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici nelle prime fasi di sviluppo del mais”: tutto esaurito al Castello, mentre tanti giovani studenti delle scuole agrarie bresciane insieme ad agricoltori ed addetti ai lavori, si sono collegati da remoto per seguire in diretta streaming un simposio partito da un presupposto fondamentale come l’analisi di un’annata meteorologica senza precedenti. Il giugno 2025 infatti si è distinto come il più caldo in Lombardia dal 1991 e in Europa occidentale dal 2003, con ondate di calore persistenti tra l’11 e il 16 giugno e dal 24 giugno a inizio luglio che hanno messo a dura prova le coltivazioni. Da qui la necessità di intervenire in difesa di una coltura essenziale per la filiera agro-zootecnica lombarda come il mais, che solo a Brescia conta oltre 70 mila ettari a dimora. “Siamo reduci da un anno di grandi criticità– ha confermato il direttore di Condifesa Lombardia Nord Est Alessandro Iengo aprendo i lavori – . Il mais è una coltura chiave e le questioni poste dal cambiamento climatico richiedono attenzioni puntuali, soluzioni concrete, fondate su ricerca, innovazione e partnership svincolate da processi burocratici, per fornire supporto tecnico ed aggiornato ai nostri agricoltori”. Dopo l’analisi meteo-climatica sugli eccessi di pioggia in Lombardia di Radarmeteo nel 2024 e ‘25, il confronto è entrato nel vivo con il professor Amedeo Reyneri dell’Università di Torino, ospite ormai abituale del convegno: la sua relazione ha puntato a mettere in evidenza i nuovi strumenti agronomici per mitigare gli effetti del cambiamento climatico sul mais. “Il cambiamento di scenario non è ancora colto nella sua complessità -ha avvertito – . Aumento dei gas serra, delle temperature e concentrazione delle precipitazioni sono i tre pilastri del mutamento del clima che dobbiamo affrontare e che influiscono anche su qualità e valore del prodotto. Ed il cambiamento è purtroppo palese soprattutto nel bacino Mediterraneo e nel nord Italia. Fondamentale governare gli stress termico e idrico per difendere ma anche per aumentare le produzioni”. Aziende importanti del settore come Pioneer e Syngenta hanno presentato le ultime evoluzioni in materia di fertilizzazione e diserbo, mentre con Gino Mainardi di Cobo, azienda bresciana leader nel campo dell’automotive con sede a Leno, si è parlato anche di Intelligenza Artificiale in agricoltura come nuovo ed importante strumento tecnologico di sostegno alle sfide sempre più complesse del comparto. Non è mancato un momento di confronto sulle problematiche del settore primario a livello provinciale: i presidenti di Coldiretti Brescia Laura Facchetti, di Cia Brescia Rossano Bellettati con il presidente di Condifesa Lombardia Nord-Est Giovanni Martinelli, hanno riflettuto sulla rinnovata importanza dei Condifesa e degli strumenti di gestione del rischio in questa situazione in costante evoluzione climatica, normativa e di mercato verso un futuro dai contorni ancora inediti. “Abbiamo tagliato il traguardo dei cinquant’anni con un bilancio di attività che ci ha consentito di diventare un punto di riferimento su scala nazionale – ha concluso il presidente Martinelli – . Il tutto nell’ambito di un sistema italiano dei Condifesa che a sua volta è un modello per la gestione del rischio in agricoltura anche al di fuori dei confini nazionali: questo conferma che possiamo essere orgogliosi di quanto costruito, ma allo stesso tempo non possiamo abbassare la guardia di fronte a sfide che richiedono strumenti sempre nuovi a sostegno di un comparto centrale come l’agricoltura”. Le conclusioni sono state affidate ad Albano Agabiti, presidente di Asnacodi, la federazione italiana dei Condifesa, che ha tracciato un ampio quadro delle criticità attuali ma anche delle tante opportunità che i Consorzi di difesa possono oggi mettere al centro in tema di gestione del rischio. Informazioni: Ufficio Stampa Condifesa Lombardia Nord-Est, Andrizzi.Info – cell. 338-8387397.
