Il calo dei prezzi dei suini da macello spinge in alto la remuneratività dei macelli. Redditività in ripresa per la stagionatura dei prosciutti, ma resiste il vantaggio del non tutelato.
Nel mese di dicembre la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso ha evidenziato un’ulteriore contrazione. L’indice Crefis (www.crefis.it) indica una riduzione del 6,8% rispetto a novembre e del 16,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il principale fattore di pressione è stato il nuovo arretramento delle quotazioni dei suini pesanti destinati al circuito tutelato, scese a 1,790 euro/kg, con un calo del 6,9% su base mensile e del 15% su base annua. Un andamento negativo si registra anche per la sola fase di ingrasso, dove la redditività è diminuita del 6% rispetto al novembre 2025 e del 14% in termini tendenziali. Nonostante una riduzione dei costi legati all’alimentazione e all’acquisto dei suinetti a inizio ciclo produttivo, la flessione dei prezzi dei suini da macello ha determinato un peggioramento dei risultati economici. Per quanto riguarda la fase della scrofaia, a dicembre la redditività ha segnato una diminuzione del 2,3% su base mensile e del 12% rispetto allo stesso periodo del 2024. L’aumento, seppur contenuto, dei costi alimentari unito alla diminuzione dei prezzi dei suinetti da 7 kg ha inciso negativamente sui margini. Le quotazioni di questi capi sono infatti scese dell’1,9% rispetto a novembre, attestandosi a 62,450 euro/capo, con una riduzione annua dell’11%. Infine, per la fase di svezzamento, sempre nel mese di dicembre si registra una flessione della redditività pari all’8,2% su base congiunturale e al 12,1% su base tendenziale. Determinante è stato il calo del prezzo dei suini da 40 kg, diminuito dell’8% rispetto al mese precedente e sceso a 2,426 euro/kg, valore inferiore del 14,5% rispetto al 2024. Nel comparto della macellazione, dicembre ha confermato un miglioramento delle condizioni economiche. L’indice di redditività dei macellatori italiani è aumentato del 5,5% rispetto a novembre e dell’8,1% nel confronto annuo, beneficiando del calo delle quotazioni dei suini da macello. Sul fronte delle carni fresche, le cosce pesanti destinate alle produzioni tipiche hanno registrato una riduzione dei prezzi del 3,3% su base mensile, fermandosi a 5,733 euro/kg; anche la variazione tendenziale risulta negativa (-9,2%). Un andamento analogo ha interessato le cosce pesanti destinate al prodotto generico, che hanno subìto un calo congiunturale del 3,8%, con un prezzo medio mensile di 4,933 euro/kg, inferiore del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Diverso l’andamento osservato nel segmento dei lombi, dove a dicembre si è assistito a una ripresa delle quotazioni. Il lombo taglio Padova ha raggiunto i 3,900 euro/kg (+5,4% su base mensile), mentre il taglio Bologna si è attestato a 3,733 euro/kg (+3,7% mese su mese). Restano tuttavia negative le variazioni tendenziali, rispettivamente pari a -12,4% e -16,1%. Nel comparto della stagionatura dei prosciutti, a dicembre la redditività è tornata a crescere a livello congiunturale sia per le produzioni Dop stagionate 12 mesi sia per quelle del circuito non tutelato. Nonostante il miglioramento, per i prosciutti pesanti continua a risultare più conveniente la produzione non Dop, anche se il divario tra le due tipologie si è ridotto rispetto a novembre: il differenziale di redditività a sfavore delle produzioni tutelate si è attestato al 2,3%. Dal punto di vista del mercato, i prosciutti di Parma pesanti stagionati 12 mesi hanno mantenuto quotazioni stabili a 10,925 euro/kg, con un incremento del 2,6% su base annua. Invariati anche i prezzi dei prosciutti stagionati non tipici della stessa tipologia, fermi a 8,000 euro/kg; il confronto con il 2024 resta però negativo, con una flessione del 9,1%. Informazioni: Ufficio stampa Crefis, Stefano Boccoli – e-mail ufficiostampa@crefis.it.
