Domenica 31 maggio 2026, in Basilicata, a Picerno, il primo di una serie di eventi con protagonista l’antica pratica pastorale, in concomitanza con l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.
L’antica pratica agro-pastorale della transumanza torna protagonista in Italia con un serie di eventi che coinvolgeranno alcuni dei territori della Penisola ove essa da sempre, ed ancora oggi, si svolge, rappresentando un forte legame della zootecnia con la cultura locale. Il prossimo appuntamento è in calendario domenica 31 maggio 2026 in Basilicata, a Picerno, nel potentino, con un evento culminante sul Monte Li Foj. Tra gli organizzatori, l’Associazione Regionale Allevatori lucana, la Regione Basilicata, Coldiretti regionale e Unibas (Università della Basilicata).
Gli eventi legati alla transumanza nel nostro Paese hanno assunto negli ultimi anni particolare significato a partire dal 2019, data in cui “La Transumanza” è stata riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità in sede Unesco. Il 2026, inoltre, è ufficialmente dichiarato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori”, rilanciando significato e ruolo degli allevatori e pastori transumanti.
La transumanza è lo spostamento stagionale del bestiame lungo percorsi consolidati, praticato per sfruttare in modo razionale le risorse foraggere disponibili nelle diverse stagioni. È una delle forme di allevamento più antiche al mondo e ha contribuito nei secoli alla costruzione dei paesaggi rurali, alla conservazione della biodiversità, alla selezione di razze autoctone e alla nascita di culture, saperi e tradizioni gastronomiche profondamente legate ai territori attraversati. Associa tradizionalmente produzioni di qualità e servizi eco-sistemici, bio-culturali, contribuendo al mantenimento della biodiversità, del paesaggio e riducendo i rischi idrogeologici.
Questo particolare modo di allevare animali definisce, infatti, una forma di uso del suolo e un modo di conoscere/definire spazi e paesaggi in molte parti del mondo (europee ed extraeuropee) e coinvolge molte specie animali differenti (pecore, vacche, cavalli, renne, camelidi e così via). Questa pratica fornisce non solo cibo e altri prodotti derivati da animali, ma anche una serie di servizi ecosistemici e beni comuni: un profondo mantenimento delle aree locali, una rigenerazione della biodiversità del territorio e delle razze autoctone allevate e il perdurare di specifiche forme di organizzazione sociale e di gestione delle risorse ambientali.
Nelle aree interne, montane e insulari il pastore e l’allevatore con il loro sistema di saperi e pratiche rappresentano i custodi di territori fragili, aggrediti da crescenti fenomeni di destrutturazione socio-culturale e abbandono. Accanto a questo la pastorizia offre una forma sostenibile e autonoma di lavoro e reddito e contribuisce a tenere vivi e produttivi i territori montani, segnati spesso da forte spopolamento e impoverimento. È sempre più opportuno, pertanto, sensibilizzare le giovani generazioni e le persone che vivono lontane dai territori rurali sull’utilità e sul valore del pastoralismo estensivo e tradizionale: creare una nuova coscienza professionale, aprire a nuove opportunità nel settore delle filiere agro-alimentari, ma anche valorizzare la pastorizia come modo per conservare e tutelare i paesaggi locali.
Al tempo stesso questo nuovo sguardo verso le transumanze e la pastorizia implica una riflessione sulla crescente multifunzionalità degli allevamenti, ma anche sulla vigilanza e gestione condivisa degli usi civici e delle comunanze, sul recupero dei muretti, dei ristori e degli stazzi presenti lungo i tracciati tratturali.
La transumanza, in definitiva, conferma anche il valore strategico della pastorizia per la sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Il rilancio della transumanza
Al programma incentrato sulla valorizzazione della transumanza si lega una progettualità avviata da AIA–Associazione Italiana Allevatori, in collaborazione con l’Università del Molise, l’Accademia dei Georgofili e le Associazioni Allevatori del territorio, che ha previsto un percorso nazionale di eventi regionali dedicati alla transumanza e all’allevamento estensivo come:
- pratica zootecnica sostenibile,
- professione utile, radicata nei saperi locali e innovativa nelle metodologie di gestione e di cura,
- presidio attivo di custodia e rigenerazione socio-culturale del territorio,
- volano di produzioni alimentari di qualità, a basso impatto e coerenti con le nuove sensibilità verso l’ambiente, gli animali e i principi One-Health,
- patrimonio culturale e paesaggistico da salvaguardare e valorizzare,
- opportunità di nuove forme di turismo sostenibile ed esperienziale.
Gli incontri si inseriscono all’interno di manifestazioni già esistenti nei territori e sono legati da un tema conduttore unico, per raccogliere esperienze, buone pratiche e visioni condivise.
Il percorso confluirà in un evento nazionale finale a Roma (novembre–dicembre), con l’obiettivo di avviare l’iter per l’istituzione della Giornata della Transumanza. A supportare la comunicazione degli eventi sulla transumanza il media partner Ruminantia, testata online consultabile al sito www.ruminantia.it, per approfondimenti e aggiornamenti sul programma (nella foto d’archivio dell’Ara lucana, bovine Podoliche in transumanza – ndr.).
