In positivo anche i risultati economici della macellazione. Per la stagionatura ancora in rialzo le Dop mentre calano i margini per il prodotto non tutelato.
Nel mese di marzo la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso ha mostrato un lieve recupero rispetto al mese precedente: secondo le elaborazioni del Crefis (www.crefis.it), l’indice è cresciuto dello 0,8% su base congiunturale. Tale miglioramento è stato sostenuto dalla ripresa delle quotazioni dei suini pesanti destinati al circuito tutelato, salite a 1,545 euro/kg (+0,4% rispetto a febbraio), insieme a una moderata riduzione dei costi alimentari. Nonostante questo segnale positivo, il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente resta negativo, con una contrazione della redditività del 12,4%. Anche la fase di ingrasso ha beneficiato di condizioni più favorevoli, con un incremento della redditività del 4,1% su base mensile, pur mantenendosi su livelli inferiori rispetto al 2025 (-13,1%). L’aumento dei prezzi dei suini da macello e il contenimento dei costi per l’alimentazione hanno contribuito al miglioramento dei margini. Per la fase di scrofaia si osserva un ulteriore rafforzamento della redditività (+2,6% mese su mese), sostenuto dal rialzo dei prezzi dei suinetti da 7 kg, saliti a 62,863 euro/capo (+2,5% la variazione congiunturale), e dalla riduzione dei costi alimentari; anche in questo caso, tuttavia, per la redditività il confronto annuo evidenzia un significativo calo (-17,1%). Un recupero più marcato interessa la fase di svezzamento, dove la redditività cresce del 15,9% su base congiunturale. Il risultato è legato all’aumento delle quotazioni dei suini da 40 kg, che hanno raggiunto un valore di 2,699 euro/kg (+13,5% la variazione mensile), unito alla diminuzione dei costi delle materie prime per l’alimentazione. Nonostante ciò, la variazione tendenziale della redditività rimane negativa (-5,1%). Nel comparto della macellazione, il mese di marzo conferma un miglioramento delle condizioni economiche: la redditività dei macellatori italiani aumenta dell’1,7% rispetto a febbraio e registra una crescita dell’11,6% su base annua, favorita dal calo delle quotazioni dei suini da macello. Sul mercato delle carni fresche si rileva infatti, a marzo, una flessione dei prezzi delle cosce pesanti destinate alle produzioni tipiche, scese a 5,355 euro/kg (-1,9% la variazione su base mensile e -6% su base annua). Analoga dinamica interessa le cosce non destinate a circuiti tutelati, che calano del 2,2% portandosi a un valore di 4,713 euro/kg, pur mostrando una lieve crescita tendenziale (+0,4%). Diversa la tendenza per i lombi, che evidenziano un recupero delle quotazioni: il taglio Padova sale a 3,875 euro/kg (+19,2% rispetto al mese precedente), mentre il taglio Bologna raggiunge i 3,300 euro/kg (+10,9% sempre su base mensile). Le variazioni tendenziali risultano in aumento per il taglio Padova (+13,1%), mentre per il taglio Bologna in diminuzione (-2,9%). Nel settore della stagionatura, marzo evidenzia un rafforzamento della redditività per le produzioni Dop stagionate 12 mesi, a fronte di un’ulteriore flessione per quelle non tutelate. Questo andamento determina un ampliamento del divario tra le due tipologie, con un vantaggio a favore delle produzioni Dop pari al 27,3%. Dal punto di vista dei prezzi, il Prosciutto di Parma stagionato 12 mesi si mantiene stabile a 11,000 euro/kg, segnando una crescita del 3,8% su base annua. Anche il prosciutto generico pesante mostra quotazioni invariate, pari a 7,600 euro/kg, ma con una variazione tendenziale negativa (-11,6%). Informazioni: Ufficio stampa Crefis, Stefano Boccoli – e-mail ufficiostampa@crefis.it (foto archivio C.M.).
