Dalla mandria in cammino ai laboratori dedicati alla lavorazione del latte, della pasta e dei campanacci, fino al confronto sul futuro della zootecnia di montagna: la Giornata della Transumanza ha raccontato il patrimonio di saperi, cultura e produzioni che rende unica la zootecnia lucana

19 Ottobre 2026

Dalla mandria in cammino ai laboratori dedicati alla lavorazione del latte, della pasta e dei campanacci, fino al confronto sul futuro della zootecnia di montagna: la Giornata della Transumanza ha raccontato il patrimonio di saperi, cultura e produzioni che rende unica la zootecnia lucana. Il passaggio degli animali, il suono dei campanacci, gli antichi mestieri, le lavorazioni artigianali e i sapori della tradizione. Laurenzana ha dedicato una giornata alla riscoperta della propria identità rurale con un’iniziativa che ha messo al centro il mondo degli allevatori, la cultura pastorale e il patrimonio di conoscenze tramandato di generazione in generazione. La manifestazione, promossa dal Comune di Laurenzana in collaborazione con l’Associazione regionale allevatori della Basilicata e con il coinvolgimento della Regione Basilicata, nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del territorio del PO Val D’Agri, ha proposto un percorso alla scoperta della civiltà contadina e pastorale, permettendo di conoscere da vicino attività, tradizioni e produzioni profondamente legate alla storia del territorio. Tra i momenti più rappresentativi della manifestazione, che ha visto la partecipazione di numerosi visitatori arrivati in paese per l’occasione, il percorso della mandria, partita da Trivigno e giunta a Laurenzana lungo la strada statale 92, testimonianza concreta di una pratica che per secoli ha scandito la vita delle comunità rurali lucane. Protagonisti gli animali e gli allevatori, custodi di un rapporto con il territorio che si rinnova ogni giorno attraverso il lavoro, la conoscenza dei pascoli e il rispetto dei cicli naturali. L’arrivo della mandria, accompagnato dal caratteristico suono dei campanacci, ha rappresentato uno dei momenti più suggestivi dell’evento, richiamando atmosfere profondamente radicate nella memoria collettiva. Particolare attenzione è stata riservata alla razza Podolica, simbolo della zootecnia lucana e preziosa risorsa per la conservazione della biodiversità. Una razza strettamente legata all’allevamento estensivo, capace di valorizzare le aree montane e i pascoli naturali e di contribuire alla tutela del paesaggio. A questa importante realtà zootecnica è stata dedicata anche la mostra fotografica “La Podolica” di Rocco Giorgio, un percorso per testimoniare, attraverso le immagini, il rapporto tra gli animali, gli allevatori e l’ambiente rurale. Ma la giornata non è stata soltanto un momento dedicato alla transumanza. Il programma ha dato spazio anche alla riscoperta delle attività e dei mestieri che hanno accompagnato per secoli la vita delle famiglie contadine. I laboratori dedicati alla trasformazione del latte, con la dimostrazione della pasta filata e della formatura del caciocavallo, curata da Giuseppe Beneventi, hanno richiamato l’attenzione sul valore della tradizione casearia e sull’importanza delle produzioni lattiero-casearie locali, espressione di competenze artigianali e di un rapporto diretto tra allevamento, territorio e qualità alimentare. Spazio anche alla lavorazione della pasta, con il laboratorio “Dalla farina alla pasta”, a cura di Rosanna Trivigno, un’altra testimonianza della cultura gastronomica lucana, fatta di gesti, ricette e conoscenze familiari tramandate nel tempo. Di particolare interesse la dimostrazione della forgiatura dei campanacci, curata dal fabbro Mario Valanzano. Oggetti che da sempre accompagnano gli animali al pascolo e rappresentano uno degli elementi più riconoscibili della civiltà pastorale. La loro realizzazione testimonia un sapere artigianale che unisce manualità, esperienza e abilità tramandate nel tempo. A completare il percorso, la valorizzazione delle produzioni gastronomiche locali, espressione di un patrimonio agroalimentare che nasce dal lavoro quotidiano degli agricoltori e degli allevatori e contribuisce a mantenere vive le economie delle comunità rurali. Dalla “Colazione del transumante”, curata dall’Associazione Palio Carmelitano, alla lavorazione della Nuglia di Laurenzana, protagonista di uno specifico laboratorio a cura di Rosario Lofiego, la manifestazione ha offerto anche un viaggio nei sapori autentici della cucina locale. Le attività dimostrative e i laboratori, rivolti anche ai ragazzi delle scuole, hanno rappresentato un’importante opportunità di conoscenza, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a riscoprire mestieri e pratiche che rischiano progressivamente di scomparire. L’iniziativa ha permesso così di valorizzare la zootecnia non soltanto come attività produttiva, ma come parte integrante della storia e dell’identità della Basilicata. Un messaggio emerso anche dalla tavola rotonda dedicata al tema “Cultura pastorale e zootecnia di montagna tra tradizione e innovazione”, ospitata nella sala consiliare del Comune di Laurenzana. Un momento di riflessione che ha posto al centro il valore delle attività pastorali e le prospettive di sviluppo di un settore fondamentale per la tutela del territorio, la salvaguardia della biodiversità e la vitalità delle aree interne. L’incontro è stato anche l’occasione per ringraziare e premiare l’allevatore Raffaele Trivigno e la sua famiglia, protagonisti con la loro mandria della transumanza. Informazioni: stampa.arabasilicata@gmail.com