Margini in recupero per la macellazione. Si amplia il divario tra prosciutti Dop e generici a favore di questi ultimi.
Nel mese di novembre la redditività degli allevamenti suinicoli a ciclo chiuso ha registrato una marcata flessione congiunturale: secondo le rilevazioni Crefis (www.crefis.it), l’indice di redditività si è ridotto dell’8% rispetto a ottobre. Il forte arretramento dei prezzi dei suini pesanti destinati al circuito tutelato – in calo dell’8,9% su base mensile e del 16% su base annua – ha rappresentato il principale elemento di criticità, portando le quotazioni a 1,923 euro/kg. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente la redditività del comparto evidenzia un peggioramento del 17,8%. Un quadro negativo emerge anche per la sola fase di ingrasso, dove la redditività ha segnato una contrazione del 10% rispetto al mese precedente e del 13,3% su base annua. Oltre alla diminuzione dei prezzi dei suini da macello, sul comparto ha inciso l’aumento del costo dei suini da 40 kg acquistati a inizio ciclo, che ha ulteriormente compresso i margini. Per le scrofaie la redditività mostra un arretramento lieve su base mensile (-0,1%), mentre il confronto su base annua resta negativo (-5,8%). In questo caso, la riduzione dei prezzi dei suinetti da 7 kg – scesi dello 0,5% nel mese di novembre per un valore di 63,638 euro/capo (- 5,7% la variazione su base annua) – ha vanificato il contenuto calo dei costi alimentari. A completare il quadro del ciclo chiuso troviamo lo svezzamento che, sempre a novembre, ha registrato una diminuzione della redditività del 7% rispetto al mese precedente. Il calo dei prezzi dei suini da 40 kg, scesi dell’8,5% a 2,637 euro/kg (-7,1% su base annua), ha inciso sul risultato economico, collocando la redditività su livelli inferiori anche rispetto al 2024 (-1,2%). Nel comparto della macellazione, novembre ha mostrato un miglioramento delle condizioni economiche: la redditività dei macellatori italiani è cresciuta del 6,8% rispetto a ottobre, con un incremento tendenziale dell’8,5%. Il calo dei prezzi dei suini pesanti da macello ha favorito il recupero dei margini degli operatori. Per quanto riguarda il mercato delle carni fresche, le cosce della tipologia pesante destinate alle produzioni Dop hanno mostrato un’ulteriore erosione dei prezzi (-0,9% mese su mese), raggiungendo i 5,928 euro/kg; anche il confronto annuale evidenzia una riduzione (-8,7%). Un andamento simile è stato osservato anche per le cosce non Dop della stessa tipologia, in calo dell’1,3% con un prezzo medio mensile a 5,128 euro/kg, valore inferiore del 3,3% rispetto all’anno precedente. Il segmento dei lombi conferma la fase tendenza alla riduzione delle quotazioni: il taglio Bologna è sceso a 3,600 euro/kg (-12,2% la variazione congiunturale), mentre il taglio Padova ha registrato 3,700 euro/kg (-9,8%). Le variazioni tendenziali restano negative, con cali rispettivamente dell’8,9% e del 10,3%. Nel settore della stagionaturadei prosciutti, novembre evidenzia un andamento differenziato tra le produzioni tutelate e quelle non Dop. La redditività delle produzioni Dop ha infatti subìto un arretramento, mentre quella delle produzioni non tutelate ha mostrato un miglioramento. Di conseguenza, il divario tra gli indici di redditività delle due tipologie è ulteriormente peggiorato: per i prosciutti pesanti, il margine delle produzioni Dop risulta inferiore del 4,3% rispetto alle non-Dop. Analizzando i prezzi, il Prosciutto di Parma pesante stagionato 12 mesi ha mantenuto valori stabili a 10,925 euro/kg, con una crescita su base annua del 2,6%. Per i prosciutti stagionati non tutelati, il prezzo del prodotto pesante è rimasto anch’esso invariato a 8,000 euro/kg, mentre la variazione tendenziale risulta negativa (-9,1%). Informazioni: Ufficio stampa, Stefano Boccoli – e-mail ufficiostampa@crefis.it (foto archivio C.M.).
