Sei esemplari di Cavallo del Delta trasferiti da Vallevecchia alle Casse di Colmata

9 Ottobre 2025

Un passo avanti nella valorizzazione ambientale del territorio veneto. La ‘news’ da “Veneto Agricoltura” di mercoledì 8 ottobre 2025

Legnaro, 8 ottobre 2025 – Lo scorso 15 luglio sei esemplari femminili di Cavallo del Delta, razza equina autoctona la cui popolazione non è ancora stabile, sono stati trasferiti da Vallevecchia, nei pressi di Caorle, alle Casse di Colmata D/E, un’area barenosa situata in gran parte nel territorio comunale di Mira (Ve). L’iniziativa rientra in un progetto promosso dalla Regione del Veneto e da Veneto Agricoltura per valorizzare e tutelare territori sottoposti a interventi di riqualificazione ambientale finalizzati al ripristino della biodiversità. Il trasferimento dei cavalli contribuisce alla creazione di un nuovo nucleo della razza, con l’obiettivo di rafforzare il numero di esemplari e allevamenti presenti in Regione, oggi limitati a una decina di strutture di piccole dimensioni. La presenza dei cavalli del Delta alle Casse di Colmata favorirà, inoltre, attività di ricerca e interventi volti a migliorare la variabilità genetica della razza, contrastando il rischio di inbreeding. Il Cavallo del Delta, diretto discendente del Camargue francese, oltre ad essere un importante attivatore di ecosistemi, si adatta perfettamente agli ambienti umidi e palustri come quelli offerti dal comprensorio delle Casse di Colmata. Quest’area, un tempo destinata alla realizzazione della III zona industriale di Porto Marghera, è stata progressivamente colonizzata da flora e fauna tipiche degli estuari dopo la sospensione dei progetti industriali prevista dalla Legge Speciale per Venezia (L. 171/1973). Oggi, a più di quarant’anni di distanza, si presenta come un mosaico di habitat ricco di biodiversità, con un’elevata eterogeneità ambientale. Le Casse di Colmata, bonificate con i fanghi di scavo del cosiddetto “Canale dei Petroli” – via d’accesso per le grandi navi tra la bocca di porto di Malamocco e le zone industriali di Porto Marghera – rappresentano oggi un laboratorio naturale a cielo aperto, dove le dinamiche ecologiche si intrecciano con interventi di tutela e valorizzazione del paesaggio lagunare. E le sei cavalle del Delta sono adesso chiamate a far da pioniere di questo habitat unico: una preziosa oasi d’acqua dolce nel salmastro della Laguna di Venezia. Con questa azione, Regione Veneto e Veneto Agricoltura confermano il proprio impegno nella salvaguardia delle razze locali in pericolo di estinzione e nella promozione di un modello di gestione sostenibile dei territori, che unisce conservazione, ricerca e fruizione responsabile. Un progetto lungimirante, nel quale “si è riusciti a combinare il ripristino di questa natura bellissima e la tutela di una razza, quella del Cavallo del Delta, in un contesto dove gli animali prendono possesso dell’ambiente e l’uomo si limita ad essere ospite rispettoso”, come ha spiegato il Direttore di Veneto Agricoltura Nicola Dell’Acqua. Informazioni: Ufficio stampa Veneto Agricoltura – e-mailcomunicazione@venetoagricoltura.org; ufficio.stampa2@venetoagricoltura.org.