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10/09/2019
"AlleviAmo futuro - Expo Matera 2019"

Settembre è un mese intensissimo per la zootecnia italiana e del Centro-Sud in particolare: i dettagli del ricco programma della manifestazione “AlleviamAmo futuro-Expo Matera 2019 “ sono stati svelati da autorevoli esponenti del mondo agricolo-zootecnico e della comunicazione nel corso di una conferenza stampa tenutasi martedì 10 settembre 2019 a Roma, presso la Sala Conferenze della sede della Stampa Estera. La manifestazione ‘AlleviAmo futuro-Expo Matera 2019 ‘, organizzata da dall’Associazione Italiana Allevatori-A.I.A. e dall’Ara della Basilicata, con la collaborazione di altre realtà associative del Sistema allevatori nazionale e territoriale, si terrà da giovedì 19 a domenica 22 settembre prossimo nella città lucana nota per i caratteristici “Sassi”, quest’anno Capitale europea della Cultura. Un programma nutrito, di incontri, convegni ed esposizioni di capi selezionati rappresentanti la biodiversità di interesse zootecnico del nostro Paese, che consentirà di mostrare la zootecnia italiana come “Patrimonio Universale”, in diverse “location ” frutto anche di avanzate opere di recupero nell’abitato e nell’hinterland  di Matera. “Oggi – afferma il presidente dell’Associazione Italiana Allevatori-A.I.A., Roberto Nocentini, nel presentare l’iniziativa – portiamo all’attenzione di una platea vastissima, in un territorio ed in una città simboli della rinascita e del riscatto, il valore della nostra zootecnia ‘made in Italy ‘ quale ‘Patrimonio Universale’. L’allevamento italiano, infatti, dal dopoguerra ad oggi ha dimostrato una crescita ed una qualità non fine a se stessa, ma alla base di produzioni alimentari che costituiscono indubbie eccellenze riconosciute e purtroppo anche imitate in tutto il mondo”. Gli fa eco il presidente dell’Associazione Regionale Allevatori (Ara) della Basilicata, Palmino Ferramosca, promotore e padrone di casa dell’incontro di presentazione: “Con ‘AlleviAmo futuro-Expo Matera 2019 ‘ realizziamo un grande ed ambizioso progetto dedicato a tutto il mondo della zootecnia, che esprime la sua importanza primaria per l’economia e l’occupazione nel nostro Paese, in specie nelle regioni meridionali, ma che è anche un plus  identitario che permette la ‘fusione’ tra la presenza dell’uomo in contesti ambientali spesso difficili e un patrimonio zootecnico che soprattutto in Basilicata ha origini remotissime ed accompagna attività millenarie, che si tramandano di generazione in generazione”. Alla conferenza stampa di presentazione di  “ ‘AlleviAmo futuro-Expo Matera 2019 ‘ – moderata brillantemente dalla nota conduttrice televisiva Rai Chiara Giallonardo – è intervenuto anche il direttore dell’Ara Basilicata, Augusto Calbi, che ha illustrato nel dettaglio significati e risvolti di carattere tecnico e culturale, nonché le numerose collaborazioni con altri enti e realtà del territorio, connessi alla realizzazione degli eventi calendarizzati. Un contributo è stato dato anche dal vicepresidente nazionale Coldiretti, David Granieri, e dal presidente della Coldiretti Basilicata Antonio Pessolani. In particolare David Granieri ha sottolineato come ‘AlleviAmo futuro-Expo Matera 2019 ‘ sia “una importante operazione anche per il Sud. I numeri del comparto zootecnico – ha detto tra l’altro – sono fondamentali perché negli allevamenti c’è molta occupazione, si investe tantissimo, in genetica, in sicurezza alimentare, nel benessere degli animali. Emblematico il caso della carne bovina: in Italia si produce quella più controllata e sicura. E’ questo è anche uno dei motivi per cui il nostro sistema viene attaccato: è perché siamo migliori degli altri!”. E ha poi concluso: “La miglior tracciabilità delle nostre produzioni zootecniche deve essere tradotta in valore per gli allevatori. Ma anche per le infrastrutture e per il territorio a vantaggio di tutti i cittadini. Matera, in questo senso, è una grande occasione”. “La Basilicata e le regioni del nostro Sud – sostiene il direttore generale dell’A.I.A., Roberto Maddé – rappresentano un ‘ponte’ verso l’area mediterranea, l’incontro tra culture e conoscenze che fanno di questi territori un ‘laboratorio’ di esperienze. In queste zone, infatti, la gestione sostenibile tra l’attività di allevamento ed altri settori economici è sempre stata una preoccupazione primaria degli stessi allevatori e degli amministratori. Una priorità che si esplicita anche nella tutela di forme di turismo sostenibile che accompagna antiche pratiche agro-pastorali come la transumanza, anch’essa in via di riconoscimento come patrimonio culturale immateriale in sede Unesco”.


 


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