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  07/04/2021
“Sala stampa”: zootecnia, agricoltura e cibo su quotidiani, periodici, web ed agenzie – a cura di Camillo Mammarella

Un altro importante tassello nella progettualità del Sistema allevatoriale a favore della biodiversità animale – Anche se le perduranti restrizioni dovute al contenimento della diffusione del Covid-19 non permettono la presentazione in occasioni pubbliche delle nuove progettualità messe in campo dal Sistema allevatoriale, in forma “virtuale” (per ora con una brochure  informativa e su canali social  e media ) è partito – ed è in avanzato stato di realizzazione – il Progetto “Allevamento Custode” di A.I.A. che in Campania, regione che sta facendo da “apripista”, vede la collaborazione con enti di prestigio (Università degli Studi di Napoli “Federico II”-Cremopar e ConSDABI di Circello, in provincia di Benevento) e associazioni del territorio, in primis  la nuova Associazione Allevatori Campania e Molise (AACM). Un primo comunicato di presentazione è stato diramato da A.I.A. in questi giorni a ridosso delle festività pasquali, ed è stato ripreso ieri, martedì 6 aprile 2021, dalla Agenzia di stampa (diretta da Letizia Martirano) “Agra Press “ numero 84 (lancio n. 3188), dall' "Ansa " (sezione "Terra&Gusto") e dai siti web Agrigiornale “ (direttore Roberto Goitre) e “il Portale del Cavallo “ (curato da Giovanni Origgi) ed oggi, mercoledì 7 aprile, da "Agricultura.it ". Nei takes  , le dichiarazioni sugli obiettivi e finalità del progetto espresse dal presidente dell’AACM Davide Minicozzi, dal direttore Augusto Calbi e da Mauro Donda, direttore generale dell’Associazione Italiana Allevatori.

In Piemonte sono in media oltre milleduecento gli scontri automobilistici causati da cinghiali, l’ultimo episodio il giorno dopo Pasquetta in provincia di Asti – I numeri fanno abbastanza impressione: sarebbero in media circa 1.200 all’anno gli scontri stradali causati da fauna selvatica, di cui molti con feriti gravi. E’ il dato riportato a margine di un articolo (a firma Elisabetta Testa) uscito oggi, mercoledì 7 aprile 2021, a pagina 31 del quotidiano piemontese “La Stampa “ (edizione Asti e provincia). La notizia è quella di un ennesimo incidente, avvenuto il giorno dopo Pasquetta nella strada tra Quarto e Castello di Annone, nell’astigiano, nel corso del quale il conducente di una berlina non è riuscito ad evitare l’impatto con un cinghiale che aveva invaso la carreggiata. L’episodio è avvenuto di mattina, e forse la buona visibilità ha impedito conseguenze peggiori. L’automobilista se l’è cavata solo con danni al mezzo, il traffico ne ha risentito dal momento che per rimuovere la carcassa dell’animale c’è voluto un bel po’ di tempo. Il pezzo fa anche un riepilogo del problema cinghiali, confrontando il dato degli incidenti stradali in un anno in Piemonte (circa milleduecento, appunto), con i numeri a livello nazionale, ricordati da un rapporto Coldiretti/Ixè che sottolinea pure come oltre sei italiani su dieci (62%) hanno paura dei cinghiali ed otto su dieci (81%) pensano che l’emergenza vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, incaricando personale specializzato per ridurne il numero.

Predatori selvatici in azione in Toscana e Veneto – Lupi e canidi selvatici non sono “andati in vacanza” neanche durante quest’ultima Pasqua, contribuendo all’esasperazione di allevatori e malgari, questa volta in Toscana ed in Veneto, precisamente nel senese e nel bellunese, stando alle cronache apparse su “La Nazione “ (edizione Siena di ieri, martedì 6 aprile 2021, articolo a firma Cristina Belvedere a pagina 18) e su “Il Gazzettino “ (edizione Belluno, pezzo di Fulvio Mondin oggi, mercoledì 7 aprile, a pagina 9). In Toscana i lupi hanno colpito a Monteroni d’Arbia, presso l’azienda agricola-caseificio del Podere Sant’Anna dei fratelli Sanna a Radi, in cui proprio durante l’ora del pranzo il giorno di Pasqua sono stati sgozzati quattro ovini ed altri due risultano dispersi. Il bottino avrebbe potuto essere di gran lunga superiore, per fortuna l’intervento dei cani da guardia ha messo in fuga il branco di lupi che aveva pure scavalcato la rete di recinzione ed approfittato di un “calo di attenzione” dei titolari dell’azienda, che a turno tengono d’occhio l’ovile. Gli allevatori, e questo suona ancor più a beffa, pochi giorni prima avevano segnalato alle autorità competenti la presenza di due lupi o ibridi nei pressi dei terreni di proprietà. Segnalazione purtroppo infruttuosa, e lo scoramento è tanto poiché per rispettare la certificazione biologica dell’azienda gli animali devono pascolare all’aperto, ma così stante le cose gli allevatori ormai pensano di dover chiudere l’attività. Ovini e bovini in pericolo pure nel bellunese, a Quero Vas, dove il malgaro Daniele Gallina protesta e chiede l’intervento delle istituzioni per poter continuare ad effettuare la monticazione dei capi anche quest’anno.


 


Progetto LEO

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Adempimenti ai sensi della legge n. 124/2017
Finanziamenti

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"Agra Press" intervista il Presidente A.I.A.

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