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l'Allevatore magazine



Editoriale

"Mi chiamo Roberto e vengo dal Mugello"

Sono emozionato, lo ammetto. Anche se da anni partecipo alla vita del Sistema allevatori, essere il nuovo Presidente di Aia mi riempie di gioia, nella consapevolezza che non sarà una passeggiata. Ma prima di entrare nel vivo, lasciate che mi presenti: vengo dal Mugello, il cuore verde della Toscana, allevo bovini da carne Limousine in linea vacca vitello e da sempre, insieme agli altri allevatori della mia zona, sto cercando di creare le condizioni perché la zootecnia sia un’attività sostenibile, integrata con l’ambiente, capace di portare reddito e vicina alle esigenze di un consumatore che ha bisogno di certezze e di serietà. Nella storia dei Presidenti Aia sono il primo a non allevare vacche da latte, lo so bene. Lo considero un segnale di “biodiversità”, permettetemi la battuta, ma - credetemi - non fa alcuna differenza. Più ci conosceremo direttamente e più potrete constatare il mio impegno per tutti gli allevatori, così come mi sono sempre sentito rappresentato dai miei precedenti colleghi produttori di latte. A questo proposito vorrei ringraziare Pietro Salcuni per la sua onestà intellettuale e per il coraggio che ha avuto nel prendere decisioni difficili per il bene di Aia, lasciando un’Associazione pronta al rilancio, pur sofferente per i tagli ai finanziamenti pubblici, che tutti conosciamo. Nei suoi 70 anni di vita Aia ci ha permesso di crescere e di diventare una delle zootecnie più evolute ed efficienti del mondo, senza mai tradire le nostre tradizioni e il legame con un territorio che nella distintività dell’origine ha saputo costruire la sua eccellenza.

Persino nelle difficoltà degli ultimi anni Aia non è mai diventata “elitaria” e ha continuato a rivolgersi a tutti gli allevatori, sia a quelli della pianura, che a quelli che vivono e lavorano nelle zone più scomode. Una scelta vincente, anche se impegnativa, perché ci permette di essere al servizio della collettività nella nostra azione di presidio del Paese e del paesaggio. Il Comitato direttivo che mi ha eletto è composto da allevatori appassionati, persone che non hanno mai perso il contatto con la terra e che in stalla entrano tutti i giorni. Una squadra di professionisti che amano il proprio lavoro e che in Aia credono e hanno sempre creduto.

Sarei un illuso a pensare che con un colpo di bacchetta magica si possano risolvere tutti i problemi, ma posso garantire il mio massimo impegno e quello di tutti i colleghi che hanno accettato con entusiasmo questa sfida. Al servizio di tutti gli allevatori italiani.