Editoriale
Le priorità del sistema Italia
Cambiano i Ministri, ma le priorità del mondo agricolo non mutano. E, a giudicare dalle sue prime mosse, sembra proprio che Saverio Romano abbia deciso di riportare in primo piano la politica agricola. Certo, nessuno si aspetta che il neo Ministro abbia la bacchetta magica, ma il suo programma di lavoro, all’insegna di quella sana concretezza che lo accomuna a tutti noi allevatori, ci fa ben sperare.
Sono cinque le parole chiave che l’onorevole siciliano si è dato: qualità, promozione, tutela, certezza, competitività. Il tutto in un momento delicato che vede la Ue impegnata nella discussione sulla nuova Pac, richiedendo al nostro Paese una costante presenza “fisica” e politica a Bruxelles per non subire le decisioni dell’esecutivo europeo, ma per difendere attivamente gli interessi strategici dell’Italia.
Romano ha promesso massima attenzione nella lotta alla contraffazione e già questo lo impegnerà a pieno regime visti gli attacchi al made in Italy, ma nella sua agenda c’è una rinnovata attenzione per creare con il consumatore un rapporto di leale confronto, privilegiando quell’approccio multifunzionale che vede l’azienda agricola e zootecnica al centro del territorio e soprattutto senza dimenticare l’esigenza di garantire a tutti noi imprenditori gli strumenti per essere competitivi.
Un obiettivo che, per quanto riguarda il sistema allevatori si può declinare in una selezione sempre più funzionale, in un’assistenza tecnica vicina alle rinnovate esigenze delle stalle italiane e ai nuovi bisogni del consumatore, in una valorizzazione del prodotto 100% italiano che premi gli sforzi di tutte quelle realtà imprenditoriali che non delocalizzano, salvaguardano il territorio e svolgono un ruolo di reale utilità sociale per tutta la collettività.
Senza dimenticare il nodo delle risorse economiche, un tema che Romano ha ben presente e sul quale il ministero delle Politiche agricole continuerà ad essere a fianco degli allevatori e delle loro organizzazioni presenti sul territorio, come sempre ha fatto in questi oltre 60 anni di storia comune. Insieme.
Nino Andena, Presidente Aia
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