Editoriale
"Finanziamenti, il problema inizia domani"
Nel freddo linguaggio della burocrazia la notizia suona così: “la conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera alla rimodulazione finanziaria delle risorse destinate all’attuazione degli interventi per le associazioni allevatori di cui al dpcm 11 maggio 2001”. Tradotto in italiano significa che i 25milioni di euro reperiti dal ministero delle Politiche agricole sono tornati ad essere una realtà, che l’ostacolo è stato superato e che le Regioni contribuiranno a mettere sul piatto le altre risorse indispensabili per far andare avanti il sistema allevatori. Sull’entità di questo secondo intervento non c’è ancora chiarezza e, stando alle prime notizie, abbiamo la sensazione che sarà una battaglia di trincea. Che combatteremo sino in fondo. La notizia della decisione presa a Roma qualche giorno fa è positiva perché chiude un periodo di incertezze, contraddizioni e sorprese procedurali di cui lo stesso ministro Romano avrebbe fatto a meno. E, pur fra pesanti tagli, la sensazione è che per il 2011 si riuscirà a trovare una quadra per garantire i servizi agli allevatori e gli stipendi ai dipendenti del sistema allevatori. Occorre ora però pensare al futuro, che inizia il 1° gennaio 2012, quando ci troveremo di nuovo nella stessa situazione di incertezza vissuta sino ad oggi. Non è possibile pensare di andare avanti in questo modo, non è ipotizzabile che le nostre strutture vengano lasciate impastoiate un’altra volta e che si metta a rischio l’erogazione di servizi (che Aia espleta su mandato dello Stato) sui quali si basa lo sviluppo della nostra zootecnia.
Ed è per questo che sin da ora chiediamo a gran voce una generale mobilitazione di intenti per fare lobby tutti insieme e trovare il meccanismo di corresponsabilità che permetta al sistema Paese di non buttare via 60 anni di esperienza e di far crescere ancora il mondo degli allevatori, a favore di tutta la collettività, attraverso lo strumento della selezione, del miglioramento genetico, della salute animale, della tracciabilità e della valorizzazione del prodotto di origine italiana, quello che portiamo in tavola tutti i giorni.
Abbiamo bisogno di poterci confrontare con un programma strategico, da costruire con un orizzonte a medio lungo termine, senza dover tribolare per pagare le bollette a fine mese per mancanza di fondi. Se lo meritano sia gli allevatori che i cittadini italiani.
|
Area Download
|