Editoriale
Made in Italy, l’affondo dei fondi
In un mondo ideale, dietro ai marchi che hanno fatto grande l’agroalimentare italiano ci dovrebbero essere aziende italiane, progetti di sviluppo italiani e allevatori italiani. Nel mondo reale la situazione è ben diversa e sempre più spesso sono i grandi fondi di investimento a possedere le chiavi dei nostri tesori nazionali con esiti che potranno anche essere premianti sotto il profilo finanziario, ma che non possono lasciarci tranquilli come imprenditori zootecnici.
Il caso Parmalat è emblematico e il “decreto prendi tempo” varato dal Governo non ha certamente avuto lo spessore di quella tanto evocata legge a tutela dei settori strategici del made in Italy di cui si sente ancora la mancanza, ma ha rappresentato comunque un modo per cercare di evitare l’ennesima fuga all’estero di un brand conosciuto in tutto il mondo.
Già oggi una robusta fetta del latte italiano viene trasformata da un colosso francese come Lactalis, nel cui portafoglio ci sono marchi illustri come Galbani, Invernizzi, Cademartori, Locatelli e Vallelata, ma il desiderio dell’azienda d’Oltralpe di irrobustire la propria presenza in Parmalat, portandola magari oltre l’attuale 29% apre le porte a scenari di cui occorre avere consapevolezza.
Le cordate italiane sono le benvenute, si intende. Quello che manca è avere una visione strategica che vada oltre il semplice momento mercantile o finanziario e punti a valorizzare “il genio italico” l’unico vero bene che non possiamo permetterci di perdere (o di vederci scippare dal solito fondo internazionale). Ma non è con le lance spuntate dell’Antitrust o con i decreti last minute che si fa cultura di impresa.
E sotto questo profilo troppo spesso noi allevatori siamo costretti ad assistere e subire le dinamiche di un mercato che è assetato di “made in Italy”, ma non necessariamente vuole acquistare latte italiano per realizzare i suoi prodotti. Ed è questo il vero problema. Gran brutta storia, non c’è che dire.
Nino Andena, Presidente Aia
|
Area Download |
Vedi anche: Tutti i numeri de "L'Allevatore Magazine"