Editoriale
Storie metafisiche
Se non fossero segnalazioni provenienti da colleghi allevatori potrebbero sembrare barzellette, ma la realtà spesso supera l’immaginazione e quando a muoversi è il Moloch della burocrazia le sorprese non mancano mai. Succede così che in una stalla del nord arrivino i funzionari della Provincia e della Asl per un controllo sull’essiccatoio del foraggio. Peccato che in azienda non ce ne sia nemmeno uno. Ma la burocrazia ha le sue regole e l’allevatore interessato deve comunque compilare un corposo questionario (tempo 45 minuti) per attestare ufficialmente ai due incaricati di non avere essiccatoi. Commento: metafisico. E che dire della vecchia comunicazione inizio lavori, diventata con il tempo “D.I.A.”, acronimo di dichiarazione inizio attività, e oggi evoluta in S.C.I.A., cioè “Segnalazione certificata inizio attività”. Una bella semplificazione grazie alla quale è possibile iniziare subito i lavori oggetto della dichiarazione, nel giorno stesso della segnalazione dell’interessato all’amministrazione preposta. Tutto in regola allora? Errore. Perché purtroppo non ne basta una, ma occorre presentarne tante copie da inoltrare a tutti gli enti coinvolti. Peccato che per prepararle debba rivolgermi ad un professionista, che si fa pagare per il suo lavoro. Basterebbe solo che la pubblica amministrazione fosse in rete. Meglio armarsi di santa pazienza e carta copiativa. Commento: fotostatico. Capita poi che in questi giorni di tensione per il mancato finanziamento delle Apa (con tutti i problemi che questo ritardo comporta) un collega allevatore mi segnali di essere stato selezionato come stalla pilota per il monitoraggio delle rondini dopo una visita di 6 (leggasi 6) esperti che hanno trascorso qualche ora per valutare l’attitudine dell’azienda a partecipare al progetto. Non me ne vogliano i ricercatori, ma non vorrei mai che in nome della sostenibilità i fondi per l’agricoltura prendessero il volo per contare le rondini. Commento: lasciamo perdere. Morale della favola: nessuno di noi allevatori vuole sottrarsi alle proprie responsabilità, ma la troppa burocrazia uccide le nostre aziende. Purtroppo siamo abituati a rapportarci con l’alternanza delle stagioni, con il sole e la pioggia, semplici per natura. Tutta la carta che ci fanno produrre non aiuta né noi, né fa sì che il latte e la carne che offriamo ai consumatori sia migliore. Per cui ben venga la semplificazione, che per noi è come l’aria. Commento: non deludeteci.
Nino Andena, Presidente Aia
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